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Carolina Kostner ha chiuso al sesto posto il programma di corto nel pattinaggio di figura, venerdì la prova di libero

Splendida, leggiadra, bellissima, ma non ancora perfetta. Serviva la perfezione a Carolina Kostner per avvicinare le rivali più forti di questa incredibile Olimpiade di Pyeongchang. In un programma corto, quello dell’individuale femminile, che fa registrare due record del mondo nella sfida tutta russa tra Alina Zagitova (82.92) ed Evgenia Medvedeva (81.61), la campionessa azzurra è comunque lì, sesta e a meno di sei punti dal podio. Nel libero può ancora succedere di tutto, anche se portare a casa una medaglia, ora, sarebbe davvero un’impresa leggendaria. Carolina, sulle note di “Ne me quitte pas” di Celine Dion, ha realizzato nella notte italiana un primo segmento di gara da 73.15 punti (35.06 di valutazione tecnica e 38.09 per i components): un risultato purtroppo distante da quanto ottenuto agli Europei di Mosca, quando la 31enne delle Fiamme Azzurre aveva firmato il primato personale a quota 78.30. A penalizzare Kostner due imprecisioni tecniche: un triplo toeloop eseguito solo doppio dopo il triplo flip d’apertura e una mano sul ghiaccio in occasione del triplo loop, quando per un attimo la nostra fuoriclasse perde l’equilibrio. Ottima, eccezionale invece, come al solito, la parte artistica, in cui l’azzurra chiude addirittura seconda dietro alla sola Medvedeva. Per prendersi il podio, come detto, ora serve però una Carolina perfetta nel libero, sperando che nel frattempo le avversarie che la precedono in classifica non ripetano le grandissime prestazioni offerte nella giornata odierna: la canadese Osmond, attuale terza, è lontana 5.87 punti, ma in mezzo ci sono pure la giapponese Miyahara (75.94) e l’altra nipponica Sakamoto (73.18).

“Le sensazioni erano buone, quando la musica è partita ero calma. Nell’atterraggio del loop, però, mi è mancata un po’ di prontezza, avrei dovuto essere più spregiudicata. La gara, chiaramente, è ancora molto lunga. E far ancora parte delle migliori al mondo per me è già una vittoria. Spero di riuscire a pattinare bene, di dimostrare la mia gioia nell’essere qui, in forma e in salute dopo quindici anni di attività ad alto livello. Ci metto cuore e anima, di più non posso fare. Io donna tra ragazzine? Non è il momento di fare confronti. Dico che a 16 anni pattinavo in modo diverso, ora sono molto più consapevole. E aggiungo anche che non mi sento vecchia”.

Poca fortuna invece per l’altra azzurra in gara, Giada Russo (Ice Club Torino), che al suo esordio in una rassegna oimpica ha chiuso al 27° posto il suo programma corto 50.88 punti e non riuscendo così a qualificarsi per il libero.