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Il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna ha deciso di respingere il ricorso dei 47 atleti russi squalificati a vita dal Comitato Olimpico per doping

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Mancava solo la decisione del Tas di Losanna, arrivata anche questa adesso non ci sono più conti in sospeso. I 47 atleti russi che avevano presentato ricorso al Tribunale Arbitrale di partecipare alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang sono stati respinti, rimanendo dunque esclusi dalla competizione. A annunciarlo è il segretario generale del Tas, Matthieu Reeb, nel corso di una conferenza stampa al Main Press Center di Pyeongchang. Il fatto che il Cio abbia stabilito di invitare solo alcuni atleti russi che potranno competere a Pyeongchang sotto lo status di neutrali, sottolinea il Tas, “non può essere descritta come una sanzione quanto piuttosto una decisione sull’eleggibilità. Anche se il Comitato olimpico russo è stato sospeso – si legge nel dispositivo – il Cio ha comunque offerto singolarmente l’opportunità di prendere parte ai Giochi Invernali a determinate condizioni. Una scelta di equilibrio fra gli interessi del Cio nella battaglia contro il doping e gli interessi dei singoli atleti russi. Non ci sono prove che le due commissioni speciali abbiano fatto le loro valutazioni in modo improprio“. Tra gli atleti esclusi dai Giochi Olimpici figurano anche il pluricampione olimpico di short track Victor Ahn, Anton Shipulin (oro a Sochi nella staffetta maschile di biathlon), Alexander Legkov (oro nella 50 km di fondo 4 anni fa) e Albert Demchenko, ex slittinista e ora allenatore, argento a Sochi davanti a Zoeggeler. Felice per la conclusione della vicenda Mark Adams, portavoce del Cio: siamo felici di questa decisione che sostiene la lotta contro il doping e porta chiarezza per tutti gli atleti“.