Arriva una grossa sorpresa nello slalom femminile di Yongpyong, dovce la favorita Mikaela Shiffrin, reduce dal successo del giorno precedente in gigante e grande favorita fra i pali stretti, non è riuscita a difendere il titolo conquistato a Spchi 2014, fallendo clamorosamente la zona medaglie. La ventitreenne statunitense, quarta al termine della prima manche, ha fallito la rimonta nella seconda parte di gara, conclusa sempre ai piedi del podio, mentre la medaglia d’oro è finita al collo di Frida Hansdotter, al primo titolo di una carriera vissuta sempre nelle zone alte della classifica di specialità (con quattro vittorie in Coppa del mondo e tre medaglie iridate, ma mai del metallo più pregiato). La trentatreenne svedese ha concluso con il tempo di 1’38″63, grazie al quale ha scavalcato la svizzera Wendy Holdener (che comandava al mattino) di 5 centesimi, mentre il bronzo è andato all’austriaca Katharina Gallhuber, brava a rimontare ben sei posizioni, fino al ritardo finale di 32 centesimi. La squadra azzurra può ritenersi soddisfatta di avere piazzato due atlete nella top ten: Chiara Costazza è finita nona a 1″97, appena una posizione davanti di una posizione a Irene, che ha recuperato due posti nella manche del pomeriggio grazie al settimo tempo parziale. Ventitreesima Manuela Moelgg, è uscita nella prima manche Marta Bassino. Il programma delle gare femminili si sposta a Jeongseon, dove sabato si disputa il supergigante femminile con partenza alle ore 3 italiane. Le dichiarazioni delle azzurre al termine dello slalom femminile.

Chiara Costazza, nona: “Nella prima manche mi sono piaciuta, ho tenuto un buon ritmo lungo tutto il percorso, purtroppo non sono riuscita a ripetermi nella seconda, ma un piazzamento nelle dieci di una gara olimpica rimane pur sempre un buon risultato“.

Irene Curtoni, decima: “Non mi sono piaciuta granchè nella manche del mattino, invece nella seconda sono riuscita a cambiare marcia e recuperare terreno. Una prova che mi dà fiducia per il team event“.

Manuela Moelgg: “Il risultato del gigante mi ha fatto tanto male, era una vita che rincorrevo una medaglia, è stata la fotocopia dello slalom femminile dei Mondiali 2009 a Val d’Isère, anche se qui aveva già accumulato del ritardo. Non ho fatto la seconda manche che volevo, complimenti alle ragazze che sono arrivate sul podio, sono state le più brave, me ne sono andata con una lacrimuccia, ma ho avuto tanta gente che mi è stata vicina, a cominciare da mio fratello che mi aspettava in camera e tutta la mia famiglia che mi sta più vicina di tutti. In slalom ho cercato di difendermi, le mie ambizioni era tutte rivolte al gigante e con l’ultimo dolore al ginocchio mi sono concnetrata esclusivamente sulla gara di giovedì. Oggi non avevo più tante forze, probabilmente le avrò sprecate in gigante…“.