Foto LaPresse - Gerardo Cafaro

Da Mertens allo scugnizzo insigne, ‘all’attore’ Callejon fino al regista Napoli: ecco perché la grande bellezza Napoli merita l’Oscar scudetto

Gerardo Cafaro/LaPresse

Se fosse un film non potrebbe che essere “La grande bellezza” e siamo sicuri che anche Paolo Sorrentino – regista del film che ha vinto il Premio Oscar – ne sarebbe felice, lui che del Napoli è così tifoso da farne quasi una ragione di vita. Nella sceneggiatura scritta da Sarri il richiamo alla bellezza d’altronde è la parte centrale di tutta la trama: il pallonetto di Dries Mertens non può solo essere confinato in un gesto tecnico con esultanza come epilogo finale. No, è molto di più: è armonia, poesia, incanto. Come se il Dio del calcio, che pochi minuti prima ha fatto sbattere contro la traversa un gesto tecnico simile di Insigne, avesse voluto ripagare i presenti al Vigorito (e tutti noi davanti alla tv) con un lampo accecante di luce.

Gerardo Cafaro/LaPresse

Non illudano le goleade altrui, questo Napoli è da premio Oscar. Un flusso di gioco che ormai scorre fluido, inarrestabile: e non può essere un caso che nella serata del Vigorito ci sia anche la firma di capitan Marek Hamsik, occhio ceruleo (ah quanto manca Galliani), cresta da cinema e record di Maradona ormai superato da tempo. Nella sceneggiatura azzurra c’è poi lo scugnizzo Insigne, uno che non ha bisogno di studiare il copione per interpretare al meglio il ruolo. C’è Callejon, uno che sembra arrivare direttamente da una di quelle fiction d’amore spagnole che tanto piacciono alle nostre nonne. C’è il grande regista Sarri, lui che questa commedia l’ha studiata in ogni minuto dettaglio. E che sa benissimo che così tanta bellezza non può che essere premiata con l’Oscar Scudetto.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
INFORMAZIONI PUBBLICITARIE