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Ivan Basso svela i segreti della Polartec Kometa, squadra Continental nata dall’idea di Alberto Contador 

Matteo MoschettiMatteo Moschetti ha vinto la prima tappa del Tour of Antalya battendo in volata Jakub Mareczko della Wilier Triestina Selle Italia. Il giovane ciclista della Polartec Kometa ha realizzato una bellissima volata e regalando il primo successo in Turchia alla squadra diretta da Alberto Contador e Ivan Basso. Matteo Moschetti in questi anni ha sempre dato il massimo e questo trionfo e più che meritato. Il ciclista della Polartec Kometa ha analizzato la vittoria, come riporto dalla Gazzetta dello Sport:

“un successo del tutto inaspettato. Dopo la Valenciana non sono stato bene, la Turchia era in dubbio: ora mi ritrovo con la maglia di leader e non mi sembra vero. Ivan mi ha contattato dopo la vittoria nel campionato italiano: il progetto mi ha attirato subito”.

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Ivan Basso, DS della Polartec Kometa, ha organizzato un roster da urlo. Nella squadra ci sono tanti giovani italiani e spagnoli che ambiscono a diventare professionisti in poco tempo. Questo team Continental è una fucina di talenti per la Trek Segafredo: infatti la squadra spagnola è legata team americano. In questo inizio di stagione, la Polartec Kometa ha già vinto due tappe: una con Giuliano Kamberaj in Spagna e una in Turchia con Matteo Moschetti. Ogni corridore conosce bene il proprio ruolo, e grazie ai consigli dei DS stanno cercando di aumentare la propria caratura sportiva. Ivan Basso svela i segreti e gli allenamenti della squadra spagnola:

“è la nostra azienda meglio la nostra squadra del cuore: siamo in tre, non ci attribuiamo cariche. Pochi formalismi, più sostanza. Il nostro modello è la Mapei giovani di fine Anni 90. Ci rivolgiamo alle future generazioni, cerchiamo giovani talenti o talenti inespressi. È un progetto che parte dai bambini, dalle scuole di ciclismo con cui stringiamo gemellaggi. I dilettanti sono partiti fortissimo grazie alla vittoria di Giuliano Kamberaj in Spagna, ai professionisti chiedo di lottare per ogni traguardo. Entro sera ogni atleta deve caricare i dati dell’allenamento su una piattaforma. Questi vengono valutati da Andrea Morelli e Matteo Azzolini di Mapei Sport, gli allenatori. Anche io e Alberto controlliamo tutto: vogliamo formare uomini, atleti a tutto tondo. Il nostro obiettivo è essere ricordati tra 10 anni per avere fatto qualcosa di importante partendo dalle basi”.