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Catia Brozzi pubblica un post che in poco tempo diventa virale e che sostiene il contrario di quanto detto da Nadia Toffa a Le Iene su chi è malato di cancro

Catia Brozzi affida alla sua pagina Facebook il suo pensiero come molti di noi facciamo. La donna, che vive a Mangione in provincia di Perugia e che nel suo lavoro si occupa di cavalli, esprime la sua opinione su quanto detto da Nadia Toffa al suo rientro a Le Iene. Dopo il malore accusato, cha aveva colpito la presentatrice di Italia Uno il 2 dicembre, la bresciana ha fatto il suo ingresso nello studio Mediaset l’11 febbraio con un annuncio shock.

Ho avuto un cancro! Ho fatto la chemioterapia e la radioterapia dopo l’intervento. Ora ve ne posso parlare. Posso comunicarvi che il 6 febbraio ho finito radio e la chemio.

La notizia data da Nadia Toffa si era poi trasformata in un messaggio di speranza per tutti i malati. La 39enne infatti aveva più volte ribadito come si sentisse una persona normale, anzi una guerriera:

Non trattateci da malati, siamo guerrieri.

Cosa su cui non si trova per nulla d’accordo Catia Brozzi. La perugina infatti su Facebook chiarisce come il messaggio della Toffa sia per lei un finto annuncio di speranza. Quello che si vive negli ospedali italiani per la Brozzi è il contrario di quanto vissuto dalla presentatrice de Le Iene ed in disaccordo con Nadia rinnega l’assunto secondo cui i malati di cancro si sentono fighi. Ecco il contenuto del post di Catia diventato virale che ha come mittente Nadia Toffa:

Sono una tua ammiratrice, felice x la tua ripresa, ma … a volte, esageriamo tutti un po con le parole, magari presi dall’entusiasmo. Beata te cara NadiaToffa che in due mesi hai scoperto di avere un tumore, hai fatto l’intervento, chemio e radio, sei già al lavoro e ti dichiari guarita (????) Sai, qui, nel mondo di noi comuni mortali, ci sono persone che in due mesi non riescono neanche ad avere una diagnosi, dati i tempi biblici delle prenotazioni ospedaliere, magari muoiono ancor prima di sapere di che male soffrissero. Qui ci sono persone che dopo addirittura decine di anni, quando ormai tutte le statistiche di questo (sporco) mondo li davano finalmente per GUARITI hanno ricominciato tutto daccapo. Qui ci sono persone che dopo 11 anni si sono visti somministrare lo stesso protocollo ufficiale già applicato 11 anni prima, per poi scoprire dopo un anno di cura che il ‘protocollo ufficiale’ era sbagliato allora come oggi… beh , si sa, la medicina fa passi da gigant , bisogna solo capire in quale direzione. Qui, nel Nostro mondo ci sono medici indottrinati afflitti da sindrome di onnipotenza a rispettare un maledetto PROTOCOLLO senza tenere conto del fatto che ogni persona ha con sé una storia diversa, un organismo diverso e che può reagire in mille modi alle terapie ufficiali… fino a lasciarci la pelle, perché qui, nel nostro mondo, i medici ci avvisano del fatto che il Protocollo Ufficiale, può funzionare… ma può anche ucciderci. Qui, curarsi, é un terno al lotto. Abbiamo imparato che se nei reparti di oncologia ti servono il latte a colazione, un panino con la mozzarella a pranzo e un bel dolcetto a cena tu devi dire : grazie, rifiuto e vado avanti, perché quello che non avete studiato voi, se permettete, avendo un po’ di tempo libero (di notte) lo faccio io. Qui abbiamo imparato che quando il Protocollo non funziona, non è mai colpa della chemio, è colpa del tuo organismo che non ha risposto bene! E allora il Medico che fa? Chiude il cassetto rispedendoti a casa e dicendo ai tuoi parenti: tenetela tra gli affetti più cari (e chi se le dimentica queste parole). Qui, nessuno osa andare oltre il protocollo. Quei pochi che lo fanno, si guardano bene dal farsi pubblicità. Sai , cara Nadia, qui… se un medico osa contraddire il Maledetto Protocollo, rischia la radiazione. Perché noi qui non siamo PERSONE , siamo solo numeri , statistiche ( che poi chissà chi le fa queste statistiche )… sopravvivenza a 5 anni… a 10 anni… hai sentito bene… qui statistiche a 2 mesi , purtroppo non esistono.

Catia Brozzi prosegue scrivendo:

Però qui, esistono realmente persone fighe, e sai chi sono secondo me? Sono le persone che assistono un malato oncologico. Sono quelli che devono mantenere il sorriso, ogni giorno mentre corrono da un ospedale all’altro in cerca di risposte. Sono quelli che piangono di nascosto. Sono quelli che decidono di interpretare le parole del medico dando valenza al ‘50% positivo ‘ perché rifiutano di sentire quel ‘50% negativo ‘. Sono quelli che decidono anche di mentire guardando negli occhi la persona amata, ripetendo che andrà tutto bene mentre il loro cuore batte così forte che rischiano di trovarselo fuori dal petto. Le persone fighe, sono quelle che provano un senso di impotenza devastante, ma si comportano da supereroi.Le persone fighe, sono quelle che tengono per mano, per una notte intera la persona amata, sapendo bene che quella potrebbe essere l’ultima notte. Le persone fighe, sono quelle che hanno deciso di accompagnare gli ultimi istanti di quella persona, cantando una ninna nanna… magari proprio quella che lei cantava a te da bambina… Le persone fighe, sono anche quelle che l’ultima notte restano in disparte, perché sanno bene che il loro cuore non reggerebbe alla vista dell’ultimo respiro. Le persone fighe sono quelle che restano lì per prendersi l’ultimo respiro, nonostante sappiano che quell’ultimo respiro non permetterà più loro, in seguito, di respirare con naturalezza. I malati no, cara Nadia, loro non sono fighi e non credo neanche si sentano fighi. Sono solo PERSONE che vorrebbero essere trattate dai medici come tali e non come semplici casi da inserire nelle loro maledettissime statistiche, sono persone che non vorrebbero perdere la loro dignità, cosa alla quale sono invece condannate dal progredire della malattia. Beata te cara Nadia … che vivi su un altro pianeta, un pianeta dove avere il cancro fa sentire fighi. Cit.M.C.