LaPresse/Gerardo Cafaro

Pessima figura del Napoli che si fa rimontare al San Paolo dal Lipsia, i tedeschi vincono 1-3 e ipotecano la qualificazione. Sconfitta anche per la Lazio, che cede 1-0 alla Steaua

LaPresse/Gerardo Cafaro

Se non fosse stato per il Milan, il calcio italiano sarebbe uscito con le ossa rotte da questa andata dei sedicesimi di Europa League. Tralasciando la splendida ma sfortunata prova dell’Atalanta in casa del Borussia Dortmund, impostosi 3-2 al novantesimo, Napoli e Lazio cedono senza attenuanti a Lipsia e Steaua Bucarest, compromettendo il proprio cammino nella competizione. Una resa incondizionata quella degli uomini di Sarri, capaci comunque di andare in vantaggio grazie al primo gol di Ounas in maglia azzurra, per poi cedere di schianto sotto i colpi di Werner e Bruma. Una squadra distratta, lontanissima parente di quella che comanda la nostra serie A e tiene dietro una formazione attrezzatissima come la Juventus. Purtroppo però, quando Sarri cambia qualche ingranaggio, il meccanismo si inceppa, palesando lacune che l’allenatore azzurro ha voluto creare consapevolmente in questi anni. Giocare sempre con gli stessi undici comporta uno scompenso tra titolari e riserve, che viene fuori nel momento in cui chi sta spesso a guardare viene mandato in campo. Se poi i cambi sono tanti, allora sì che la frittata è fatta. Il Lipsia ne ha approfittato, mettendo a nudo tutte le carenze di un Napoli completamente avulso dal gioco, quasi consapevole dei propri limiti.

AFP/LaPresse

Il gol subito in pieno recupero certifica la serata nerissima degli azzurri, con un piede e mezzo ormai fuori dalla competizione. Non sarebbe stato meglio per Sarri pensare a preparare meglio la partita piuttosto che concentrarsi sul calendario? Tutte le squadre impegnate in Europa devono fare i conti con partite ravvicinate, ma per l’allenatore toscano sembra che solo il Napoli abbia questo tipo di problemi. Bisogna invertire presto la rotta se gli azzurri hanno intenzione di lottare fino alla fine per il campionato. E la Lazio? Svogliata e imprecisa, come raramente l’abbiamo vista in questa stagione. Urgono correzioni per Simone Inzaghi, continuando così infatti si rischia di dilapidare quanto di buono fatto nel corso di questi esaltanti mesi.