Giulia Gorlero
LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

Giulia Gorlero racconta a SportFair la sua passione per la pallanuoto e la gioia della medaglia d’argento vinta alle Olimpiadi di Rio de Janeiro

Giulia Gorlero è una giocatrice di pallanuoto e ha il ruolo di portiere. In questa stagione, l’azzurra giocherà con la squadra del Cosenza Nuoto. L’atleta ha un palmares molto importante con la Nazionale: argento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, medaglia d’oro agli Europei di Eindhoven,  bronzo a Belgrado e bronzo ai Mondiali di Kazan. Con le squadre di club, Giulia Gorlero ha vinto 2 coppe LEN (la seconda competizione pallanuotistica europea femminile per club per importanza), una supercoppa LEN e un campionato con l’Imperia. Ai microfoni di SporFair, Giulia Gorlero ha raccontato come è nata la sua passione per la pallanuoto, i suoi allenamenti, il ricordo dell’argento conquistato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro e tanto altro.

Come è nata la passione per la pallanuoto?

“Mio fratello giocava in porta e mia sorella ha iniziato a giocare con la squadra di serie C. Io inizialmente mi ero data alla pallavolo, ma per problemi alle ginocchia dovetti rinunciare e così provai a giocare a pallanuoto”. 

Quali sono gli allenamenti che una giocatrice deve fare per mantenere la forma?

“Sicuramente allenarsi tutti i giorni, anche due volte al giorno in acqua facendo tutto ciò che il ruolo richiede. Nel mio caso lavoro di più di gambe, mentre le mie compagne più di nuoto, palleggio e tiri. E poi sicuramente la palestra 2/3 volte alla settimana in base al periodo che si andrà ad affrontare, se ci sarà una partita al sabato e cosi via…”

Qual è il tuo idolo? 

LaPresse/ Fabio Ferrari

“Per me è sempre stata Cristiana Conti, il portiere che ha vinto ad Atene l’oro olimpico. È stata per me un esempio da seguire e mi è stata vicina anche l’anno olimpico, dove un mese prima ho passato un momento un po’ difficile e lei mi chiamò, rimanemmo in contatto. E per questo non smetterò mai di ringraziarla. Ma ho anche altri idoli. Come ad esempio Tania di Mario, per me è stato fantastico giocarci insieme e mi ha aiutata moltissimo come motivazione e modo di affrontare determinate difficoltà. Per me un idolo è, anche per fare un esempio, il secondo portiere dell’anno scorso a Milano. Una ragazza che non mollava e non molla mai, che continua a voler arrivare al suo sogno. E fa bene. Per me lei è un altro mio idolo e un motivo per far sempre bene. Fino ad ora sono stata molto fortunata ad incontrare persone fantastiche lungo il mio cammino e penso che ognuno possa darci qualcosa, possa spronarci a far sempre meglio”.

Oltre alla pallanuoto, quale sport ti piace?

lattealberti“La pallavolo è uno sport che mi piace molto. Poi il basket, nuoto, scherma. Diciamo che parecchi sport mi piacciono e quando ho la possibilità li guardo tutti!”

Quali saranno i tuoi obiettivi per questa stagione?

“Fare sempre il massimo. Preparando partita dopo partita, cercando di stupire tutti. Abbiamo un obiettivo di squadra chiaramente, ma bisogna affrontare le cosa un passo alla volta”. 

A Rio De Janeiro l’Italia hai vinto la medaglia d’argento. Quali sono state le tue emozioni? Che ricordo hai di quella finale? 

“Siamo andate a Rio per vincere l’oro. La cosa che ricordo di più è la bellissima sensazione di squadra, di gruppo che c’era in quel periodo. Sapevamo di essere una bella squadra affiatata. Non so quanti se lo aspettavano. Abbiamo fatto un girone oserei dire perfetto che ci ha permesso di fare una scalata verso la finale. È chiaro che noi volevamo l’oro. Penso che questo te lo possa dire qualunque mia compagna. Ci abbiamo provato, abbiamo dato tutto quello che potevamo. Le americane sono una squadra molto fisica ed hanno sicuramente un gran bel gioco. Vedremo in futuro…”

Tania di Mario è stata uno dei simboli della Nazionale Italiana. Cosa avete provato all’annuncio del suo ritiro? Quali sono stati i suoi insegnamenti e cosa ha lasciato alla pallanuoto femminile?

LaPresse/ Fabio Ferrari

“Come ho detto prima, Tania per me è un idolo, un esempio da seguire. Lei è la pallanuoto femminile. A me ha trasmesso moltissime cose. Ricordo ancora il primo collegiale ero un po’ intimorita perché comunque cavolo, era Tania di Mario!!!! E invece è stata davvero fantastica, è e resterà sempre un gran leader perché oltre che in acqua, anche fuori è fantastica”. 

Dopo l’argento di Rio, in vista delle Olimpiadi di Tokyo quali saranno gli obiettivi della Nazionale?

“Lavorare e costruire un esercito imbattibile, un muro indistruttibile. Vogliamo andare a Tokyo e vogliamo andarci di nuovo da protagoniste, ma prima ci sono altri step da passare, come gli Europei a luglio a Barcellona dove vogliamo fare bene”.

Vuoi mandare un messaggio ai più giovani per avvicinarsi a questo sport?

LaPresse/Reuters

“Questo argomento l’ho particolarmente a cuore. Purtroppo sto vedendo che tanti, troppi ragazzi non fanno sport, ne fanno poco o vanno ad allenarsi senza motivazione o senza un obiettivo.  Questo mi fa male. Oramai siamo entrati in un’era tecnologica, dove è più importante avere follower e “mi piace” su Instagram che fare sport dove si capiscono i VERI VALORI DELLA VITA.  Cosa vorrei dire? A loro dico che non sanno quello che si perdono. Io ho iniziato a giocare a pallanuoto e dentro di me ho sempre voluto diventare “la più forte!”, lasciare una traccia di me. E voi non potete capire la figata di vincere una coppa (se la vinci poi in casa tua è davvero la cosa più bella che possa accadere), uno scudetto, una medaglia di bronzo o un argento. I valori che ti trasmette lo sport, a non mollare mai, a continuare nonostante ti brucino tutti i muscoli del corpo. Tu continui ad allenarti perché vuoi vincere e perché a fianco a te ci sono i tuoi compagni che sono lì e lo stanno facendo pure loro.  So che molti potrebbero dirmi: ‘eh ma con lo studio, non si posso fare tutte e due le cose’.  È solo questione di organizzazione. Ora magari nello sport, più avanti nella vita. Io devo dire di esser stata molto fortunata perché nella mia scuola ad Arma di Taggia, ITC Colombo, i miei professori mi incoraggiavano ad andare in Nazionale ed a vincere le partite! Wow. Poi chiaramente mi facevano recuperare tutte le verifiche o lezioni ed io riuscivo ad organizzarmi tutto. Posso solo dire a tutti i ragazzi che lo sport è bello. Non sono belli i like o i follower. Lo sport rimane. Lo sport crea e unisce. Lo sport ti fa provare emozioni che la vita normale non potrà mai darti, perché sono cose diverse! La vita ti darà altri tipi di emozioni, ma non queste”.