Mago Mazzarri? No e… niente scuse. Mihajlovic aveva distrutto il Torino ora vincente. E che retroscena con Niang

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Poche mosse, un forte richiamo a Niang e (finalmente) nessuna scusa: buona la prima per Mazzarri sulla panchina del Torino. Ma il merito è di… Mihajlovic

Niang
LaPresse/Fabio Ferrari

Chiamatelo mago Walter, o anzi meglio di no. Almeno per il momento. E il discorso non riguarda di certo solo Mazzarri: nessuno in pochi giorni di lavoro è in grado di rivoltare come un calzino una squadra. Eppure questo Torino, tornato nuovamente vincente contro il Bologna, è sembrata tutta un’altra squadra rispetto a quella spenta e ‘involuta’ delle ultime settimane: una squadra compatta, eccola la differenza. Perché Mihajlovic, con i suoi modi duri aveva distrutto il Torino: una parte dello spogliatoio mal sopportava i continui e plateali rimproveri dell’allenatore serbo, che evidentemente aveva perso carisma nei confronti del gruppo.

“Rispetto alla precedente gestione, con Walter Mazzarri mi aspetto di vedere una squadra con la propria identità. Quest’anno siamo involuti sotto questo punto di vista. Lo scorsa campionato giocavamo con un 4-3-3 ben definito. Questa stagione abbiamo iniziato con il 4-2-3-1, poi siamo passati al 4-3-3. Mazzarri deve dare un gioco ben definito a questa squadra”, le parole del ds del Torino Petrachi ai microfoni di Sky Sport prima dell’inizio del match.

Mazzarri
LaPresse/Fabio Ferrari

E Mazzarri la sua mano l’ha subito fatta vedere, non in campo, ma con idee chiare: dopo averlo punzecchiato pubblicamente nel corso della sua conferenza stampa di presentazione (“le chance non sono infinite”), l’allenatore del Torino ha tenuto a colloquio Niang nel chiuso dello spogliatoio. Parole forti, dure, significative: la richiesta di un cambio di atteggiamento immediato, in  campo e fuori. Il risultato? Niang torna a segnare, il Torino vince contro il Bologna per 3-0. E Mazzarri sorride, questa volta senza bisogno di trovare nessun genere di scusa.