F1, la direttiva di Charlie Whiting non spaventa la Ferrari: ecco come cresce il progetto 669

Nonostante la lettera di Charlie Whiting che ha vietato la gestione dell’altezza da terra all’avantreno tramite lo sterzo, la Ferrari non ha avuto bisogno di varare un ‘piano B’

LaPresse/Photo4

Una corsa contro il tempo, un lavoro continuo e incessante che si concluderà inizialmente il prossimo 22 febbraio. La nuova Ferrari siglata con il progetto 669 avrà alcuni punti di contatto con la SF70-H, con una evoluzione molto importante che riguarda il passo della monoposto, più lungo di ben sei centimetri rispetto al passato. Una scelta precisa che possiede una sua giustificazione, visto che questa caratteristica ha permesso nel 2017 alla Mercedes di dominare sulla maggior parte dei circuiti del Mondiale. Oltre a questa rivoluzionaria decisione, la situazione che sorprende maggiormente in casa Ferrari riguarda il fatto di non aver dovuto stravolgere la nuova monoposto nonostante la direttiva di Whiting che ha vietato la gestione dell’altezza da terra all’avantreno tramite lo sterzo.

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Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, soluzioni alternative erano state portate avanti in parallelo per mettersi al riparo in caso di risposta negativa della Fia, ottenendo gli stessi effetti ma legali. Per quanto riguarda le fiancate, rimangono i deviatori di flusso che ne costituiscono le imboccature, integrati alle protezioni mentre è stata messa in atto maggiore cura per ciò che concerne la disposizione dei radiatori e la loro permeabilità, con lo scopo di ridurre la resistenza. Soluzioni innovative e brillanti messe in atto con un unico obiettivo, tornare a vincere finalmente quel titolo mondiale che ormai manca da parecchi anni.