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Dopo la vittoria di Al-Attiyah nella prima tappa, Cyril Despres si prende la seconda, precedendo Peterhansel e Loeb

Riscatto Peugeot nella seconda tappa della Dakar 2018, la Casa del Leone piazza una tripletta sul circuito Pisco-Pisco, sempre in Perù. A chiudere davanti a tutti è Cyril Despres, abile a precedere di 48 secondi il connazionale Stephane Peterhansel e di tre minuti e otto secondi Sebastien Loeb. Più staccati gli altri avversari, con la Toyota di De Villiers lontana 7’26” dalla vetta e la Mini di Terranova quinta, a 12’53” di distacco. Il vincitore della prima frazione Al-Attiyah chiude, infine, addirittura all’ottavo posto con un ritardo di 14’51”. Solo sesto invece Sainz (+13’09”), costretto a fare i conti con una doppia foratura.

Nasser Al Attiyah: “Avevo davanti a me una distesa infinita di sabbia senza alcuna traccia era una sensazione strana, mai provata finora, ma è proprio questo senso di libertà che amiamo della Dakar e del deserto. Mathieu era malato ed ero più attento alla sua salute che preoccupato per la gara. Andavamo al 70% delle nostre possibilità e mi sono dovuto fermare più volte. Considerato il tipo di tappa con 90% di dune e i 267 km non abbiamo perso troppo. Per la terza tappa partirò con una buona posizione, toccherà a noi di spingere mentre le Peugeot apriranno anche se avranno a disposizione la pista aperta dalle moto. Una cosa è certa: insieme a De Villiers abbiamo iniziato a mettere un po’ di pressione a Peugeot”.

Cyril Despres: “Mi sono tornati in mente i ricordi da motociclista, abbiamo fatto un po’ di tattica per non partire davanti, ma è sempre difficile calcolare quanto tempo fermarsi. Alla fine si è rivelata giusta, anche se non parlerei di vera e propria strategia. La gara è appena iniziata, Nasser si è confermato un pilota veloce e di grande esperienza, sicuramente tra i favoriti“.

Sebastien Loeb: “Nella prima tappa i freni si sono surriscaldati ed è stato un incubo, adesso abbiamo recuperato, ma è solo l’inizio. Le dune peruviane sono complicate. È un vero deserto con tante dune rotte che rappresentano un bel pericolo“.

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