Mytaxi: il carsharing sceglie Torino per offrire il proprio servizio

Dopo Milano e Roma, a settembre 2017, mytaxi ha scelto Torino come terza città italiana in cui offrire il proprio servizio

A Torino però la situazione è diversa. Non per l’entusiasmo con cui l’amministrazione, i tassisti e i passeggeri hanno accolto l’arrivo di mytaxi, ma per la reazione, alquanto violenta e preoccupante, di chi ne osteggia l’operato. Sono molti i tassisti che, dopo aver aderito al servizio mytaxi nel capoluogo piemontese, sono diventati oggetto di condotte particolarmente ostili, che sono sfociate, per quanto a nostra conoscenza, in insulti e frasi intimidatorie. Nonostante le denunce presentate alle forze dell’ordine, a tutela dei mytaxisti e del loro lavoro, ancora i casi si ripetono e non sembrano destinati a diminuire. Ciò che stupisce maggiormente è che le ostilità nei confronti dei mytaxisti arrivino proprio da parte di loro colleghi, solo perché i primi hanno scelto di affidarsi ad un sistema di dispacciamento corse diverso dai secondi. A Torino, infatti, apparentemente vige un mercato del tutto chiuso, dove la libera concorrenza sembra non poter aver vita, schiacciata sotto il peso di clausole di esclusiva imposte dall’unico radiotaxi torinese.

Dimostrazione del clima in cui vive Torino è quanto accaduto, venerdì scorso, con la direzione commerciale dell’Aeroporto Internazionale di Caselle, che si è trovata costretta a sospendere un contratto di promozione pubblicitaria, stipulato correttamente tra mytaxi e la concessionaria di pubblicità, per problemi di ordine pubblico. Problemi che derivano del comportamento di alcuni tassisti (non iscritti a mytaxi) che hanno protestato e intimorito la hostess mentre cercava di svolgere il proprio lavoro di promozione della app verso i passeggeri in aeroporto.

“Noi non abbiamo intenzione di subire ancora questa situazione o di sottostare ad un clima di violenza e intimidazione.” – ha affermato Barbara Covili, General Manager di mytaxi Italia – “E non riusciranno a convincerci a lasciare la città utilizzando questi metodi che, al contrario, ci dimostrano quotidianamente quanto a Torino ci sia bisogno di nuovi operatori e di innovazione tecnologica. Difenderemo i nostri tassisti e il nostro lavoro con ogni mezzo legale possibile e ci auspichiamo che anche le Istituzioni intervengano per distendere il clima e per permetterci di lavorare come in qualunque altra città del mondo”.

Valuta questo articolo

No votes yet.
Please wait...
INFORMAZIONI PUBBLICITARIE


FotoGallery