Spagna, Luis Alberto incredulo: “la convocazione è la cosa più bella che mi potesse capitare”

SportFair

Dal ritiro della Nazionale spagnola, Luis Alberto commenta la convocazione, indicandola come una delle cose più belle a lui successe

“Sapevo che se non fosse stato stavolta, avrei dovuto aspettare a dopo il Mondiale. E’ stata la cosa piu’ bella che mi sia mai successa”. Dal ritiro della Spagna, Luis Alberto si gode la sua prima convocazione con le Furie Rosse. Un traguardo insperato per chi, fino a qualche mese fa, era una sorta di oggetto sconosciuto alla Lazio.

“Cosa posso dare? Dovete chiederlo al ct. Io sto benissimo, ho tanta fiducia, sono nel mio miglior momento. Voglio sfruttare questa occasione e convincere il mister”, assicura a “Marca” lo spagnolo, a detta di molti il miglior giocatore della serie A. “Di sicuro l’anno scorso ero il peggiore – ride – Ho lavorato sulla mia testa perche’ vedevo che stavo perdendo tutto e sono cambiato moltissimo grazie alle molte persone che mi hanno aiutato. Ho iniziato a credere in me come non mai, a non pensare a quello che dicevano gli altri, ad avere in testa solo come aiutare la squadra. E ora mi sta riuscendo tutto come desideravo anche se so che ho ancora molti passi da compiere”. “Prima – prosegue Luis Alberto – non mi rendevo conto che dovevo essere piu’ competitivo, piu’ costante, che non bastava fare 20 minuti buoni su 90 per arrivare al top. Non e’ stato facile, ma fino a 6-7 anni fa sognavo di giocare nella Liga, perche’ rinunciare? La gente che mi conosceva sin da piccolo mi diceva che valevo e che potevo diventare un calciatore di successo e ora me ne rendo conto”.

Per quanto riguarda l’impatto con la Lazio, “non mi aspettavo che i tifosi fossero cosi’ passionali, sin dal primo giorno in Italia non si parlava che del derby, che va vinto. Fra 10 giorni ci sara’ la sfida con la Roma e sono sicuro che in citta’ non si parla d’altro”. Piu’ defilata la posizione sul caso degli adesivi antisemiti attaccati dagli ultras biancocelesti: “Noi giocatori siamo rimasti isolati, sia il mister che la societa’ non ci hanno permesso di farci coivolgere e credo che sia stata la cosa migliore restare ai margini di quanto accaduto e concentrarci solo sul campo”. (ITALPRESS)

Condividi