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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Romano Fenati ha parlato di sè e di Valentino Rossi, sottolineando di non essersi mai ispirato a lui

Una stagione non facile, conclusa però con un ottimo secondo posto arrivato grazie a tre vittorie e cinque secondi posti. Niente male per Romano Fenati, completamente cambiato dal pilota licenziato dal team Sky nell’agosto del 2016, in piena stagione agonistica. L’avventura in Moto3 adesso è definitivamente conclusa, il rider italiano si prepara al salto in Moto2, dove ci arriverà sempre con il team Snipers.

“Lascio la Moto3 con il sorriso, ma potevo certamente fare meglio in questa stagione. Si poteva vincere il Mondiale, ma abbiamo comunque fatto più delle attese. Un anno fa di questi tempi non sapevo neanche se avrei corso. All’inizio c’è stata qualche difficoltà, siamo partiti tardi, team nuovo, non conoscevo Mirko, lui non conosceva me. Mi è stato un grande avversario. Qualcuno lo sapeva già. Io potevo pensarlo. E ho scoperto che è anche molto fortunato, come nelle gare fermate da bandiera rossa o a Misano, dove ha preso due imbarcate brutali e si è salvato. Ma come tutti i campioni ci vuole la fortuna. Doveva essere il mio peggior mondiale, ma come la fenice, si rinasce dalle ceneri”.

Il debutto in Moto3 aveva già svelato le doti di Fenati, secondo in Qatar e vittoria e a Jerez, risultati che lo lanciarono alla ribalta come Talentino, con un chiaro riferimento a Valentino Rossi:

“Ma io non mi sono mai ispirato a lui, mai copiato. Certo, prima di parlare di Valentino uno dovrebbe lavarsi la bocca con l’acido, neanche col sapone, per quanto ha vinto. Tanto di cappello come pilota, resterà nella storia anche se Marquez un giorno lo supererà. Tutta l’attenzione al debutto è stata un problema. Fare una crescita più lenta sarebbe stato meglio. Dal positivo siamo subito andati in negativo. E anche l’anno dopo abbiamo fatto una stagione completamente in ombra. La verità è che qui non ci si inventa nulla. In questo mondo la gratitudine lascia il tempo che trova e l’ho imparato piano piano. Ora mi sono creato la mia squadra, ho capito cosa mi fa stare bene e cosa no. Ma bisogna sbatterci il muso, si chiama esperienza. Anche Marquez ha fatto la gavetta due anni in 125 con la Ktm. Altri magari corrono 15 anni, fanno un campionato bene e poi finisce tutto. Siamo tutti diversi. Io so che le prime 5 stagioni non ho mai trovato un ambiente così. Qui nessuno si inventa niente e, soprattutto, io faccio gli interessi del team e il team fa i miei. Inutile fare il cretino”.

Adesso Romano Fenati è pronto ad iniziare una nuova avventura in Moto2, un nuovo mondo che il pilota italiano ha voglia di vivere e scoprire piano piano:

“L’avevo provata 2-3 ore l’anno scorso, poi sono stato licenziato. Ero andato forte, ma non dice nulla. Però non mi aspetto grosse difficoltà. Ritrovare Mir? No, è lui che ritroverà me. È diversa la storia. L’obiettivo resta la MotoGp, ma non mi do un tempo, prima vediamo i risultati. Arbolino? Per impaurirlo gli ho detto che proverò la sua Moto3, così vede subito il limite. Per alcuni aspetti in lui rivedo la mia storia. Anch’io non ho mai avuto una persona, una guida che mi consigliasse. Lì forse ho sbagliato. Non ce l’ho tuttora, ma ormai sono scafato e le cose le capisco da solo. Tony viene da una famiglia come tante, è uno tranquillo. Finalmente un ragazzo normale, gli altri sono tutti abbagliati dalla storia della MotoGP… Calma! Non siamo nessuno ancora”.