Lapresse/Jonathan Moscrop

Nel corso della conferenza stampa di presentazione di Gattuso, l’AD del Milan, Marco Fassone, ha svelato alcuni retroscena sull’esonero di Montella

Nella giornata di ieri l’ambiente rossonero è stato scosso dalla notizia dell’esonero di Montella. All’indomani del pareggio 0-0 contro il Torino, Montella ha pagato un inizio di stagione complicato, sul quale ha pesato il rapporto milioni spesi sul mercato/risultati ottenuti, fortemente negativo. Un Milan che si ritrova ben lontano dagli obiettivi prefissati ad inizio stagione: -18 dallo scudetto, -11 dalla Champions e -6 dall’Europa League. Disastro per il quale a pagare non poteva essere che Montella. Al suo posto è stato promosso dalla primavera Rino Gattuso, bandiera del glorioso Milan che ha vinto tutto nei primi anni 2000. Quest’oggi nella conferenza stampa di presentazione, Gattuso è apparso sereno e concentrato, già con le idee chiare, come sempre. Ad aprire l’incontro con i media è stato Marco Fassone, AD del Milan che ha svelato alcuni retroscena in merito agli ultimi due, caldissimi giorni:

è una giornata di particolare importanza. Il cielo non era tanto serano su Milanello e sul Milan. I numeri sono numeri, abbiamo venti punti in quattordici partite e potrei snocciolare altri dati. Ho passato una notte molto complicata tra domenica e lunedì, è stata una decisione sofferta per il rapporto che sia era creato tra me, Montella e Mirabelli. Non posso che dire grazie a Montella per quello che ha fatto e conquistato in questo anno e mezzo di Milan. Ha riportato un trofeo dopo tempo e conquistato l’Europa League. Se ci sono stati degli errori li abbiamo fatti tutti. Adesso si gira pagina e si passa ad un altro capitolo. Ci tengo a confermare che Mirabelli ha la fiducia mia, non abbiamo intenzione di andare sul mercato a gennaio. E’ evidente che nella testa mia e della proprietà sappiamo cosa non ha funzionato. La scelta di Rino non è stata una scelta fatta per tappare un buco, ma perché è la scelta giusta da fare in questo momento. Per Rino parla la storia: conosce queste stanze, conosce questo ambiente meglio di qualunque altra persona. Ha avuto dei buoni risultati con la Primavera, è una scelta voluto non un paracadute. Mi è piaciuto moltissimo l’approccio che ha avuto e l’entusiasmo con il quale si è posto nei confronti di questa opportunità“.