marotta juventus
LaPresse/Tano Pecoraro

L’amministratore delegato della Juventus Marotta risponde a muso duro ai presunti scandali che da anni aleggiano intorno al mondo bianconero. E dopo Cardiff con Allegri…

A muso duro, Beppe Marotta risponde in maniera seccata alle tante critiche e scandali (presunti o tali) che in questi anni hanno circondato il mondo Juventus. Dal Var ai rapporti tra esponenti della ‘ndrangheta e la curva bianconera, fino a Calciopoli: l’amministratore delegato della Juventus Marotta parla così nel corso di una lunga intervista a ‘Il Giornale’. Ecco le sue parole:

“Dal doping a Calciopoli ai biglietti, la Juve sempre al centro. Che idea mi sono fatto?I forti generano sempre invidia. Si è galoppato sulla cultura dell’invidia così come non c’è la cultura della sconfitta. Caso biglietti e rapporti con la ‘ndarngheta? Alla fine dell’indagine della magistratura ordinaria e dopo la sentenza di primo grado della giustizia sportiva, è emerso che nessun dirigente della Juve era colluso con la ‘ndrangheta. Era una spada di Damocle che siamo riusciti a sconfiggere. Ma manca una legge sul bagarinaggio”.

La Juventus e il Var

“Noi comunque abbiamo l’obbligo di vincere. Siamo costruiti per lo scudetto, non conquistarlo sarebbe una sconfitta. Non temiamo il Var, anzi può legittimare le nostre vittorie. Ad esempio noi abbiamo già tirato gli stessi rigori – tre – della scorsa stagione. Poi li abbiamo sbagliati…”.

Il dopo Cardiff con Allegri pronto a lasciare

“La società viene prima di tutto. Nella classe dirigente considero anche l’allenatore, che deve essere coerente con la linea aziendale: allenatori che non lo sono, alla Juve non troverebbero spazio. Allegri si concilia alla perfezione con il nostro modello”.

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