Ventura Tavecchio
LaPresse/Jennifer Lorenzini

A 36 ore dalla più grande apocalisse che ha distrutto tutto il movimento calcistico italiano, non resta che trarre una conclusione: l’Italia non è un paese per gente normale

Tavecchio
LaPresse/Jennifer Lorenzini

Sono passate 36 ore dalla più grande disfatta (clicca qui) subita dal mondo del calcio azzurro e, nonostante le tante voci, nulla ancora è cambiato. Ventura prima rassegna le dimissioni folgorato da un bagliore di lucidità, poi cambia subito idea ricordandosi del milione di euro al quale sarebbe costretto a rinunciare: ed ecco allora la battaglia economica in corso, buonuscita compresa. E poco importa se proprio lui sia stato l’allenatore dell’apocalisse azzurra. Ma c’è chi addirittura fa di peggio: perché nel vocabolario di Carlo Tavecchio la parola dimissioni non esiste (clicca qui). Lui prosegue facendo quasi finta di nulla, come se non fosse lui il più grande responsabile della catastrofe che ha colpito il calcio italiano. Anzi, ha già pronto il piano per salvare la sua poltrona di presidente FIGC: Ancelotti allenatore, Maldini nell’organigramma federale (clicca qui per tutti i dettagli). Tutto molto triste, tutto incredibilmente vero. Sono passate 36 ore e in Italia è cambiato tutto per non cambiare nulla. No, non siamo un paese per gente normale.

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