Tavecchio e quel gesto da ‘Prima Repubblica’: ecco il VERO motivo delle dimissioni

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Tavecchio si è dimesso da presidente della FIGC senza attendere nemmeno che il Consiglio Federale gli esprimesse o meno la fiducia. Ma il vero motivo è da… Prima Repubblica

Tavecchio

LaPresse/Jennifer Lorenzini

E’ entrato all’interno del Consiglio Federale ed ha preso subito la parola, senza far parlare nessuno. “Ambizioni e sciacallaggio politico hanno impedito di confrontarci su questo risultato. Ho preso atto dei cambiamenti di atteggiamento di alcuni di voi e quindi io per questo mi dimetto”, firmato Carlo Tavecchio. Che – da uomo di ‘Prima Repubblica’ qual è – ha solo provato a limitare i danni, salvando (quel che resta) della sua reputazione. Fallendo però, anche in questo caso. Perché la realtà è invece un’altra e rappresenta al meglio il personaggio Tavecchio, uomo attaccato alla poltrona come pochi e abile equilibrista nei corridoi del potere politico calcistico: ieri sera Tavecchio ha saputo di essere stato ‘abbandonato’ dalla Lega Nazionale dilettanti rappresentata da Sibilia, vero ago della bilancia delle elezioni interne che si sarebbero dovute tenere quest’oggi in Consiglio Federale. E che non ci sono mai state, perché Tavecchio non ha aperto nemmeno il dibattito per capire se avesse o meno la fiducia, ben conscio di non avere i numeri per continuare a governare. E allora le dimissioni. Un gesto, in questo caso, da vecchia Prima Repubblica.

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