Chiellini
LaPresse/Xinhua

Giorgio Chiellini torna a parlare della disfatta Italia: dal rapporto tra lo spogliatoio e Ventura alla riunione di Torino. Passando per il suo futuro azzurro

Chiellini - ph Lapresse
Chiellini – ph Lapresse

A tutto Giorgio Chiellini. L’amarezza per una catastrofe calcistica che ha portato l’Italia a non qualificarsi al prossimo campionato Mondiale in Russia, la sfida di San Siro contro la Svezia che potrebbe essere stata la sua ultima presenza in maglia azzurra, le critiche e le presunte liti con Ventura (clicca qui per l’sms contro l’ex ct) e la ‘famosa’ riunione nell’albergo di Torino (clicca qui per il clamoroso retroscena) dopo il pareggio con la Macedonia. Il difensore della Juventus si racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera:

“Si è rotto qualcosa con Ventura dopo il ko in Spagna? Ho letto tante di quelle storie: fantasie, favole paragonabili alla famosa rissa di Cardiff che ancora vorrei capire. Prima del ritorno con la Svezia, Ventura ci avrebbe promesso le sue dimissioni anche in caso di qualificazione? Sono tutte favole”.

La riunione senza CT nell’albergo di Torino

“Ventura ha detto che gli juventini sono uomini veri e per questo la Juventus vince? Ho avuto modo di parlare col mister e ripeto che non mi permetterei mai di dire di giocare in un modo, o di chiedere di far giocare Chiellini e non Barzagli. Vale per me e per i miei compagni. E già questo toglie il 99% delle favole che sono uscite. Poi è stata ancora messa in mezzo la famosa riunione di Torino… Non è un’anomalia perché succede mille volte, alla Juve, in Nazionale o da altre parti. E soprattutto era concordata e condivisa con l’allenatore. La volontà era quella di ridare più certezze e sicurezze. Non per delegittimare l’allenatore, anzi, l’esatto contrario”

Futuro azzurro ancora da decidere

“Io ancora in Nazionale? Le scelte a caldo non si fanno mai. A freddo avevo pensato di smettere dopo il Mondiale per gestire al meglio le energie. La cosa migliore è valutare con meno emozione di quella che c’è adesso. Ma a San Siro ho salutato i compagni, non sapendo se ci sarà un’altra occasione. Noi vecchi speriamo di aver lasciato qualcosa che li possa aiutare. Sono sempre i vecchi a tirare la carretta? Il ricambio generazionale c’è stato. Questa Nazionale deve ripartire da Verratti, Immobile, Florenzi, Insigne: saranno il cuore pulsante nel 2020″.