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Infortunio Nishikori, il tennista giapponese ha svelato un incredibile retroscena in merito al problema al polso che lo tiene fermo da diversi mesi

Il 2017 è stato un anno nero per tutti i top player che non rispondo ai nomi di Federer e Nadal. Se lo svizzero e lo spagnolo hanno fatto incetta di titoli, quasi completamente indisturbati, è anche colpa dei tanti infortuni che hanno colpito diversi top player. Kei Nishikori è uno dei tanti (Djokovic, Murray, Raonic, Wawrinka…) ad aver concluso la sua stagione con largo anticipo. Il tennista nipponico infatti è stato costretto a fermarsi per una dislocazione dell’ulna all’interno del tunnel carpale, un problema che lo avrebbe tenuto fuori solo 3 settimane ma che si è protratto per tutto il 2017 e qualche settimana del 2018. Ai microfoni di Nikkan Sports, Nishikori ha svelato alcuni dettagli in merito al suo infortunio:

“è stato un dolore mai avvertito prima. Sembrava che il polso si stesse staccando. All’inizio, quando ho fatto gli esami, mi era stato detto che in 3 settimane il problema si sarebbe risolto, e quindi credevo di poter guarire negli Stati Uniti senza andare altrove. Poi la parola ‘chirurgia’ è uscita dalla bocca di 3 o 4 medici, e dà lì mi sono preoccupato. In seguito ho conosciuto uno specialista che ha curato il polso di Kim Clijsters, che mi ha consigliato un trattamento medico ad Anversa, in Belgio, scegliendo una terapia conservativa senza chirurgia. Ho preso un mini-appartamento e sono stato lì per circa un mese. Poi sono tornato ad allenarmi nell’accademia di Kim Clijsters usando tre racchette di 200 grammi. Io di solito utilizzo quelle da 330, e tra qualche settimana ri-utilizzerò quelle normali. Il recupero sta andando bene, anche se mi fa male il muscolo e non mi diverto molto visto che sono stato fermo per tanto tempo. Non ho ansia. Sono fiducioso perché sono stato tra i primi 10 per circa tre anni. So che non sarà facile, come dimostrano le difficoltà che hanno avuto i giocatori con infortuni in passato. Ho chiesto al medico e mi ha detto che non dovrei pensarci ora. Questo infortunio è un caso speciale su cui è difficile esprimersi. Ci vorranno altri 2 mesi, forse tre. Penso a gennaio o febbraio”.