giro d'italia 2018
LaPresse/Fabio Ferrari

Lo stato di Israele rischia di far saltare le prime tre tappe del Giro d’Italia. Ecco la clamorosa ‘gaffe’ di RCS Sport

nibal -aru dumoulin contador
LaPresse/Fabio Ferrari

Sono state tante le emozioni provate durante la presentazione del percorso della corsa italiana con Fabio Aru, Vincenzo Nibali e Tom Dumoulin spettatori interessanti. I tre corridori infatti potrebbero dare vita ad un’intensa sfida e l’aggiunta di Chris Froome darà sicuramente grande patos alla corsa. Neanche il tempo di ‘studiare’ le prime tappe che il Giro d’Italia 2018 ha visto nascere la sua prima polemica. Durante la presentazione del percorso della corsa in rosa, alcune diciture riguardanti le altimetrie delle varie tappe hanno subito una leggera modifica nel nome del luogo in cui si svolgerà la corsa. L’opinione pubblica di Gerusalemme si è indignata per l’aggiunta “West” alla dicitura Jerusalem, sottolineante una distinzione (e una divisione interna) fra due parti della città che in realtà non esiste. Questo ha fatto infuriare i ministri Miri Regev (sport e cultura) e Yariv Levin (turismo) che hanno minacciato di ritirare i finanziamenti per le tre tappe della corsa iniziale e di far saltare tutti gli eventi connessi ad essa. Secondo quanto riportato dal giornale israeliano Israel ha-Yom, i ministri hanno dichiarato: 

“Gerusalemme è la capitale di Israele: non vi esistono Est o Ovest perchè è una città unita. Quelle pubblicazioni sono una infrazione delle intese col governo israeliano. Se questa dicitura non cambierà, Israele non parteciperà all’evento”. 

Dopo queste pesanti affermazioni, RCS Sport ha immediatamente cambiato la dicitura West Jerusalem con la parola Gerusalemme.