LaPresse/Marco Alpozzi

Gianni Moscon potrebbe debuttare al Tour de France. Il ciclista del Team Sky vuole mantenere la mentalità da vincente

Gianni MosconLa stagione di Gianni Moscon è stata molto soddisfacente. Il ciclista del Team Sky ha emozionato tutti gli appassionati della prova a cronometro vincendo la maglia tricolore e alla Vuelta di Spagna ha dato un aiuto molto importante a Chris Froome. Gianni Moscon è un abile corridore sul pavé e sulle medio salite e il Team Sky ha intenzione di voler lanciare definitivamente il corridore nel 2018. Dopo la partenza di Mikel Landa, il ciclista italiano può diventare l’alfiere di Chris Froome nelle più importanti corse a tappe, oppure una valida alternativa come capitano. Gianni Moscon ha ancora 23 anni e può ancora maturare sotto ogni aspetto. La stagione del trentino è stata anche turbolenta a causa delle accuse di razzismo da parte di Reza, dall’esclusione dall’ordine d’arrivo al Mondiale per traino. Infine Reichenbach ha denunciato Moscon per la caduta alla Tre Valli Varesine. Il ciclista del Team Sky è un appassionato di agricoltura e alla Gazzetta dello Sport ha dichiarato: 

“fin da piccolo sono andato nei campi con mio padre. I nonni vivevano di quello, venivano dalla povertà delle guerre, mi hanno trasmesso dei valori. La vita era così dalle mie parti. E, in agricoltura, ci sono dei principi più che validi per la bici. Se tu curi bene una pianta e ti dedichi a lei, dà frutti buoni, grossi, omogenei. E più ti dedichi e sei meticoloso… Nel ciclismo è uguale, con l’allenamento e i particolari. Potresti andare alle gare senza fare niente e ti ritiri tutte le volte. Mentre se ci metti dedizione, impegno, passione… Io ho questo spirito retrò, antico. Mi piacciono le cose antiche”.

Gianni Moscon come detto è un abile corridore da classiche, soprattutto sul pavé. La prossima stagione sicuramente lo vedremo in azione alla Parigi-Roubaix. Il ciclista del Team Sky ha spiegato i motivi di questo amore verso la ‘Regina delle classiche’:

“anzitutto il quinto posto di quest’anno è stata la prima conferma che non erano solo chiacchiere, che potevo essere competitivo davvero ad alto livello. Poi è l’unica corsa che non assomiglia sul serio a nient’altro. Nel ciclismo, prima magari si correva su strade sterrate che ora sono asfaltate. Il pavé della Roubaix è sempre lo stesso e poi ci fai solo quella corsa. Non amo nient’altro allo stesso modo”.

La stagione di Gianni Moscon è stata molto bella e lunga. Il ciclista del Team Sky ha analizzato la seconda annata da professionista:

“a freddo mi vengono dei dubbi, delle sensazioni strane. Mi capitò già tra il secondo e il terzo anno da dilettante, poi andò tutto per il meglio. In gara è diverso, ragiono come ho sempre ragionato: da vincente. Mi chiedo se campioni come Froome o Nibali vengono assaliti dagli stessi dubbi. Io mi metto di continuo in discussione, e ci metto ancora più impegno per riconfermarmi”

Gianni Moscon deve mettere a freno la cattiveria. In questa stagione ci sono stati troppi episodi negativi che hanno in parte macchiato un’annata stupenda. Il ciclista del Team Sky ha spiegato il perché di questi gesti:

“sono cose che fanno crescere. Io la competizione la vivo molto. Sento quell’adrenalina. Magari anche per questo faccio risultati, se fossi più arrendevole mollerei prima. Ci metto passione. Mi faccio prendere, come se entrassi in trance agonistica. In bici mi trasformo ma non sono cattivo. Imparerò a gestire meglio certe dinamiche. Fermo restando che con Reza ho detto una cosa che non avrei dovuto dire, l’ho ammesso, mi ero chiarito subito con lui”.

Gianni Moscon ha risposto (ancora) sul caso Reichenbach:

“tanti che hanno visto sono venuti da me a dirmi “Ma che cosa vuole?”. I testimoni ce li ho anche io, non è successo niente di irregolare né c’è stato alcun dolo. Mi dispiace si sia partiti in quinta con le accuse. Vedrò come comportarmi (per ora non risultato denunce formali da parte dello svizzero, ndr) perché la mia immagine è stata danneggiata”.

 

 

Il ciclista del Team Sky ha svelato quali saranno le gare che potrebbe correre il prossimo anno:

“vincere un grande giro, per chi fa il mio mestiere, è la massima ambizione. Le classiche per adesso sono più alla mia portata. Alla Vuelta sono andato bene, ma lavoravo per Froome e una volta finito il lavoro mi potevo staccare ed erano cavoli suoi. Ma se per ipotesi avessi fatto il capitano… non sarei arrivato neppure nei primi dieci. Nelle Classiche del Nord avrò un ruolo di primo piano. Mi piacerebbe molto venire al Giro d’Italia. Dalle indiscrezioni ho letto che ci sarà una crono in Trentino che potrei affrontare con le maglia di campione italiano. Ma l’orientamento della squadra è quello di farmi debuttare al Tour. Come me lo immagino? Qualcosa di molto grande”.