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Continua a far notizia il caso di doping tecnologico che ha coinvolto Fabian Cancellara. L’UCI ha aperto un’inchiesta per verificare i fatti accaduti

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Una vera e propria bomba mediatica è stata lanciata da Phil Gaimon, ex corridore della Garmin e della Cannondale. Nella sua autobiografia ‘Draft Animals’, Gaimon ha riportato che alcuni ex compagni di squadra hanno parlato di sospetti riguardante la bici di Fabian Cancellara. In base a questa ricostruzione il neo presidente dell’Uci, David Lappartient, ha aperto un’inchiesta per verificare che le parole di Phil Gaimon siano vere e analizzare tutte le varie indiscrezioni. David Lappartient su questo tema si è espresso così come riportato dalla Gazzetta dello Sport:

“la priorità del ciclismo è il doping meccanico. Entro la fine dell’anno presenteremo il nostro piano di intervento, che affianca nuovi sistemi, come le telecamere termiche e l’analisi dei telai ai raggi x, ai tablet già usati dai commissari Uci. Spero che nel caso di Cancellara non sia accaduto nulla di simile, altrimenti per l’immagine del ciclismo sarebbe un vero disastro”.

Phil Gaimon specifica che Fabian Cancellara abbia utilizzato una bici con motore durante la Milano-Sanremo del 2008. L’americano specifica che questo caso dovrebbe essere l’unico nella carriera dello svizzero e che le preoccupazioni su un uso frequente delle bici a motore sia escluso. Se questa ipotesi fosse davvero reale, la carriera di Fabian Cancellara verrà macchiata pesantemente. Per ora nessuna replica da parte dell’ex corridore della Trek Segafredo, ma sicuramente il ciclista entro qualche giorno dovrebbe chiarire questa situazione. Di sicuro Fabian Cancellara è finito in una bufera mediatica molto fastidiosa e la sua immagine, allo stato attuale, risulta compromessa. Lo svizzero è passato da corridore leale e sempre corretto a vero e proprio ciclista sleale.