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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Niki Lauda ha parlato di Lewis Hamilton e del duello con Sebastian Vettel, soffermandosi poi sulla questione legata ai motori

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La pole position ottenuta da Bottas nel Gp del Brasile ha lenito il dispiacere di Toto Wolff e Niki Lauda per l’incidente di Hamilton, che costringerà il pilota britannico a partire dal fondo dello schieramento. Un errore che non condiziona il pensiero dei vertici della Mercedes nei confronti del neo campione del mondo di Formula 1, descritto da Lauda ai microfoni della Gazzetta dello Sport come un pilota di una razza superiore:

“E’ il miglior Hamilton di sempre perchè quest’anno non guidava la macchina migliore. Nei 3 anni precedenti aveva a disposizione un mezzo col quale avrei conquistato il titolo pure io. Era un po’ come nel ’76, con quella Ferrari senza l’incidente, avrei vinto a mani basse. Quest’anno con una Ferrari così forte è stato Lewis a regalarci il titolo, non il contrario. Vincere un Mondiale non è difficile, se imbrocchi la macchina giusta, ci sono riusciti in tanti. Continuare a farlo è questione per pochi e Lewis è di quella razza. Nessuno quest’anno ha corso al suo livello, solo Vettel a volte ci si è avvicinato. E se Hamilton continuerà così, arriveranno automaticamente altri Mondiali. Battere Schumi è legato a quante stagioni vorrà ancora disputare. La Ferrari poteva vincere questo mondiale, aveva la macchina migliore e un pilota fantastico come Vettel… Però a un certo punto Sebastian ha commesso degli errori come a Singapore. Messico? Si certo anche lì, io non ho elementi per dire se abbia colpito apposta Lewis ma di sicuro con quella manovra ha compromesso la propria gara. A questo si sono aggiunti i guasti meccanici. Marchionne? Lo conosco bene e dice ciò che pensa. Esattamente come me anche se io a volte sono un po’ più diplomatico. Lo capisco: hanno perso il campionato, giusto che avanzi critiche”.

Il progetto avanzato da Liberty Media circa la riduzione dei costi e la rivoluzione dei motori non convince Niki Lauda, convinto che queste idee possano destabilizzare la Formula 1:

“Sono preoccupato. E’ giusto che i nuovi proprietari americani abbiano avuto bisogno di tempo per capire che cosa è la F.1, ma ora sta per scadere. E ciò che pensano per il futuro mi preoccupa. Fia, Chase Carey e Ross Brawn ripetono che dobbiamo livellare le prestazioni ma il dna della F.1 è l’opposto. Sei un pazzo se pensi che per rendere i GP più attraenti sia necessario avere un vincitore differente ogni fine settimana. La F.1 è competizione. Sviluppare le macchine è una delle colonne portanti così come il coraggio dei piloti. Invece qui si vuole penalizzare i più bravi, proteggendoli come fossero dei neonati, con l’introduzione ad esempio di halo. A fronte di una crescita dei costi di circa 70 milioni da un anno all’altro, diminuiscono i ricavi. Ma così dove vogliamo andare? Qui servono idee per generare più soldi e io non le vedo. Ho sentito dire da Sean Bratches (responsabile commerciale della F.1; n.d.r.) che desidererebbe vedere i piloti accompagnati in pista da bambini. Scimmiottare il calcio è avere idee nuove? Serve un progetto di ampio respiro. Per esempio il budget cap: logico, corretto ma occorre un piano triennale per realizzarlo. Noi abbiamo dei dipendenti, che facciamo? Li mandiamo a migliaia in mezzo a una strada? Per ora Liberty ci ha soltanto annunciato che vuole introdurlo, ma non con che mezzi intende realizzarlo. Non credo sia giusto avanzare minacce, ma da qui a settembre 2018 dobbiamo stabilire come accrescere gli introiti e diminuire i costi. Siamo a novembre, dobbiamo chiudere i budget del 2018 e ancora non sappiamo quanto guadagneremo l’anno prossimo. Possibile? Tutto questo è preoccupante”.