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Il Presidente Fia Jean Todt a 360° sulla Formula Uno del futuro, ma non solo: il francese vicino al suo terzo mandato consecutivo

Jean Todt, Presidente Fia vicino alla conferma per il terzo mandato consecutivo nei prossimi giorni, ha detto la sua opinione sulla Formula Uno che verrà. Dalle regole, alle penalità, fino ai motori, l’ex pilota francese si è sbilanciato sulle questioni più calde, che interessano le monoposto più veloci del mondo, alla vigilia del finale di stagione di Formula Uno 2017. Come riporta Gazzetta dello Sport Jean Todt ha riferito, nei riguardi di chi si è lamentato per le penalità inflitte ai piloti per le sostituzioni di power unit o altri pezzi delle vetture, questo:

è una situazione che non mi rende felice ma quando si è decisa la strada della limitazione dei motori per contenere i costi, introducendo questo tipo di penalità, tutti erano d’accordo. Si può incrementare il numero dei motori? Non sarebbe un problema per noi, ma per i team che pagano sì. E non credo che scendere a 3 motori nel 2018 (scelta avversata da Red Bull e McLaren, n.d.r.) possa avere un’influenza sull’esito del Mondiale, deciso dall’affidabilità delle macchine e dagli errori dei piloti.

Sul diritto di veto della Ferrati poi il Presidente Fia ha detto:

Ho voluto capire cosa ne pensassero i team e con mia sorpresa si sono tutti espressi a favore del mantenimento, però purché dia pubblico, non segreto. Non credo a questo modello e quando è stato adottato non ha funzionato, serve qualcosa di più sofisticato. Questa esigenza di sentire rumore non la sento.

Sul progetto a cui Jean Todt tiene molto e che prevede l’introduzione dei motori Evo, il francese ha sostenuto ancora una volta:

Non voglio motori completamente nuovi, ma una evoluzione. E fare magari in modo che queste power unit possano essere impiegate in altre discipline. Per esempio nella LMP1 (le Sport del Wec): sarebbe anche il modo per coinvolgere in quella disciplina Ferrari, Mercedes, McLaren e, perché no, pure la Red Bull. E attrarre così altre Case. I motori del 2018, dovendo durare 3 corse, circa 5.000 km, si avvicinano già all’obiettivo. Credo nel buon senso, una soluzione si troverà.

Sulle minacce di Sergio Marchionne di abbandonare al Formula Uno, Jean Todt appare diplomatico:

E’ una loro scelta. Nessuno vuole che se ne vada e non credo che sia nei loro interessi farlo perché il valore del loro marchio sta in questa presenza che risale al primo anno del Mondiale. – poi precisa – Non si può dare più soldi ai grandi team che già intercettano gli sponsor più ricchi, altrimenti i piccoli team non riusciranno mai a competere.

Sull’Halo che molti non riescono ad accettare come misura di sicurezza integrante delle monoposto, Jean Todt puntualizza:

è un piccolo dettaglio, ma di grande importanza. E’ un contributo alla sicurezza: questo resta uno sport pericoloso.

Sul record di Schumacher battuto da Hamilton con le sue 72 pole position, Jean Todt esprime la sua imperturbabilità:

cosa ho provato? Niente. Semmai proverò qualcosa nel caso in cui Lewis raggiunga quota 8 Mondiali. – i dubbi sul format rimangono però per il Presidente della Fia – C’è da chiedersi se questi venerdì siano ancora utili. Gli organizzatori dicono di sì.

Su Kubica pronto al rientro poi il francese ammette senza peli sulla lingua:

Preoccupazione per le sue menomazioni? Ha già corso nei rally e qui ci sono medici in grado di valutare se può correre – poi su Felipe Massa che oggi correrà il suo ultimo Gran Premio si scioglie – Per me è come un secondo figlio. Lui nella Fia? E’ stato candidato dal Brasile per entrare nel Consiglio Mondiale. Ha ancora voglia di correre, però se vuole dare il suo contributo è benvenuto.