NBA All Star Game 2018
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NBA All-Star Game, cambia il format ma resta il problema della scarsa competitività: servirebbe un premio in palio, magari legato alle… Finals!

LaPresse/Reuters

Il 18 febbraio a Los Angeles ci sarà, finalmente, un’edizione dell’All-Star Game NBA tutta nuova. La National Basketball Association ha infatti preso una decisione drastica per apportare nuovi cambiamenti dopo anni di polemiche con un Michael Jordan che, stando a quanto riportato da ESPN, si sarebbe battuto per queste modifiche. Nelle ultime edizioni infatti, ad essere sinceri, la notte delle stelle si era ridotta ad una buffonata: difese inesistenti, gara di schiacciate eseguite senza la minima opposizione avversaria, agonismo inesistente (se non per arrivare a segnare più punti possibili) e un’incredibile disparità nel formare i quintetti fra EST e OVEST.

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Il prossimo All-Star Game vedrà i due giocatori più votati, eletti come capitani dei loro rispettivi team che non saranno più associati alle due Conference: niente più EST e OVEST, i due giocatori sceglieranno altri 11 compagni (indipendentemente dalle Conference) per formare due team. Potrebbero esserci dunque compagni di franchigia avversari per una notte; rivali che si danno battaglia tutto l’anno, pronti invece a fare gioco di squadra. Il nuovo format che proverà a rilanciare l’All-Star Game in stile playground, non sembra però porre rimedio alla questione della competizione.

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Se è vero che la disparità di talento fra le due Conference si livellerà, resta ancora irrisolto il problema del modo in cui viene affrontata la partita. La notte delle stelle, negli ultimi anni, si è giocata con ‘le scarpe slacciate‘: giocatori pronti solo a divertirsi con alley-oop, schiacciate, tiri da centrocampo e trick. Totale assenza di competizione. Servirebbe un premio, un obiettivo serio che spingesse giocatori e allenatori ad impegnarsi. Perchè non mettere in palio ad esempio, il fattore campo nelle Finals Playoff? Ritornerebbe certo la disparità di talento fra le Conference, che comunque ad EST non è basso (LeBron James, Antetokounmpo, Irving, Porzingis, De Rozan per citarne alcuni), ma ci sarebbe la sicurezza di vedere impegno e competitività in campo: perchè perdere l’occasione di giocare in casa una gara decisiva delle Finals?