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Durante la prima notte di preseason NBA, è scoppiata l’ennesima protesta contro Donald Trump: Lakers, Timberwolves e Nuggets si sono ‘incatenati’ in segno di dissenso

Dopo NFL, MLB e basket femminile, si attendeva solo di scoprire se anche il basket NBA prendesse parte alle proteste dello sport americano contro Trump. Fino a ieri notte, i primi scontri erano stati solo verbali con LeBron e Curry a manifestare il proprio dissenso verso le ideologie xenofobe di Donald Trump. Con l’inizio della preseason però Lakers, Timberwolves e Nuggets hanno dato un segnale chiaro di dissenso. I giocatori delle 3 franchigie NBA hanno deciso di ‘incatenarsi‘, ovvero mettersi in fila intrecciando le braccia gli uni con gli altri, durante l’inno nazionale.

Luke Walton, coach dei Lakers, ha motivato così la decisione: tutti noi crediamo in questa protesta, ci siamo dentro insieme. I miei giocatori hanno scelto, come segno di unità e di rispetto, di unire le braccia. Abbiamo tutti molto rispetto per la nostra nazione, per la bandiera e per i militari ma, tramite questo gesto, sento che si potrà sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento e renderlo un argomento di discussione. Se tu non agisci, tutto sparisce e non cambia nulla“.