A partire dal 9 ottobre al cinema si potrà vedere il documentario dedicato all’indimenticabile monoposto  Ferrari 312B

L’ingegnere e capo progettista della Ferrari, Mauro Forghieri,  nel 1970 decide di far debuttare in pista un nuovo e rivoluzionario modello di monoposto da competizione, ovvero la Ferrari 312B. La Ferrari in netta ripresa nel 1970 sfiora il titolo Costruttori e piazza Jacky Ickx e Clay Regazzoni alle spalle del campione del mondo Jochen Rindt. La vettura schierata è la nuova 312 B, che inaugura la serie dei propulsori 12 cilindri boxer, come indicato dalla B della sigla. La macchina si dimostra sempre più competitiva con il procedere della stagione. Sono quattro i successi ottenuti dai piloti del Cavallino: tre con Ickx (Austria, Canada e Messico) ed uno con Regazzoni (Italia).

Il motore a cilindri orizzontali e contrapposti presenta il vantaggio di abbassare il baricentro della vettura ,ed essendo completamente nuovo è anche più compatto e leggero a tutto vantaggio delle prestazioni. Questo tipo di motore durerà a lungo con successive evoluzioni, riportando la Ferrari al successo. Anche il telaio è nuovo, sia pure ancora del tipo semi-monoscocca formato da una struttura tubolare sulla quale sono fissati i pannelli di alluminio della carrozzeria: caratteristica anche la soluzione della trave posteriore alla quale è sospeso il gruppo propulsore, non ancora del tutto portante come sarà negli anni seguenti.