F1, clamoroso scenario paventato da Arrivabene: la Ferrari medita l’addio al circus?

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Maurizio Arrivabene ha paventato uno scenario davvero clamoroso, l’addio della Ferrari dalla Formula 1: ecco la situazione

Il Gp del Messico è in questo momento l’argomento principale per tutti i team di Formula 1 che, questa sera, scenderanno in pista per regalare emozioni e spettacolo al numeroso pubblico messicano che affollerà le tribune. Il duello iridato tra Hamilton e Vettel tiene tutti col fiato sospeso, rendendo elettrizzante questo terzultimo appuntamento del Mondiale.

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A tenere banco nel paddock, però, c’è anche la questione motori del futuro, terreno di conflitti che potrebbero scoppiare nella riunione di martedì a Parigi che aprirà le discussioni sui regolamenti da adottare dopo il 2020. Due le fazioni schieratesi apertamente una contro l’altra, da un lato Ferrari e Mercedes decise a continuare con power unit turbo ibride simili a quelle attuali, di fronte la Red Bull e i team di seconda fascia che, allineandosi al pensiero di Liberty Media, desiderano il ritorno a propulsori più semplici ed economici che aumentino lo spettacolo e diano la possibilità anche ai team di media fascia di lottare per la vittoria.

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Oltre alla questione motori, verrà trattato anche il team della spartizione dei diritti economici, su cui il Cavallino punta a mantenere i privilegi derivanti dal suo status di team storico. “Noi siamo in F.1 da sempre e vogliamo restarci, ma dipende…” le parole di Arrivabene riportate dalla Gazzetta dello Sport, seguite da un gesto con la mano di chi è pronto ad andarsene. “Abbiamo perso occasioni chiave per piccoli dettagli. Servirà da lezione nel 2018. Fra me e Binotto non c’è conflitto. La pressione di Marchionne? Se lavori alla Ferrari la metti in conto, come Ventura che allena la Nazionale. Ma il presidente è venuto fino ad Austin per dare supporto alla squadra, senza che vi fosse nulla da festeggiare, e ha il rispetto di tutti“.

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Sull’argomento ha detto la sua anche Chris Horner:è chiaro che c’è un asse politico fra Ferrari e Mercedes, io vorrei i nuovi motori già domani. Le power unit attuali hanno ucciso il suono e l’emozione in F.1″. Frasi che non sono passate inosservate ad Arrivabene: “nella testa di Christian stiamo sempre complottando per penalizzare la Red Bull. La realtà è che Ferrari e Mercedes sono aziende che costruiscono auto, perciò hanno spesso obiettivi comuni. Il nostro interlocutore semmai è la Renault. Noi vogliamo che rimanga la stessa architettura di motori anche dopo il 2020, aumentando le prestazioni e riducendo i costi. Come riuscirci è tutto da discutere. Però dalle nostre simulazioni è possibile, bilanciando motore termico e parte elettrica“.

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Il team principal della Ferrari poi si sofferma sulle frasi di Ecclestone e sulla penalità inflitta a Verstappen dopo il Gp di Austin: “Bernie dice che la Fia e la Mercedes aiutano la Ferrari? Certo, è così vero che l’anno scorso siamo finiti terzi nel Mondiale. Siamo grati a Bernie per quello che ha fatto in tanti anni, ma che adesso si goda la vita. Per quanto riguarda Verstappen, le regole sono chiare e l’episodio di Austin è evidente. L’anno scorso, dopo il GP del Messico, quando Verstappen e poi Vettel persero il podio a tavolino, avevamo chiesto ai commissari decisioni più rapide. Ad Austin è stato fatto, anche grazie alla libreria di filmati di cui si sono dotati. Poi qualcuno ha dimenticato che Whiting aveva avvertito fin da giovedì di rispettare i limiti della pista e i piloti di vari team hanno ricevuto avvisi anche durante le prove“.

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