raimondas rumsas jr

La positività di Raimondas jr getta ulteriori ombre sulla famiglia Rumsas, costretta a convivere ormai costantemente con il doping

Non sembra esserci pace per la famiglia Rumsas, visti gli ultimi sviluppi emersi nella giornata di ieri. Dopo la morte di Linas, il secondo dei quattro figli di Raimondas ed Edita, ecco arrivare a distanza di cinque mesi la positività del fratello Raimondas Rumsas jr, dilettante della Palazzago, ad un ormone della crescita, il GRHP-6.

Una situazione davvero inquietante se si considera il pochissimo tempo trascorso dalla morte di Linas a questo nuovo ed increscioso avvenimento che getta ulteriori ombre sulla famiglia Rumsas, già accostata al doping nel 2007 quando la moglie di Raimondas fu arrestata perché «pizzicata» in auto con 37 prodotti (tra cui testosterone, epo, ormone della crescita e anabolizzanti) e poi condannata a 4 mesi come il marito, che passò 15 giorni in galera in Italia. Sulla positività di Raimondas Rumsas jr è intervenuto il ds della Palazzago Olivano Locatelli: “dopo la morte del fratello mi aveva chiamato dicendomi che non voleva più correre. E aveva restituito bici e maglia. Poi, però, ha cambiato idea. ‘Voglio vincere una gara per Linas’. Io gli ho restituito le cose, ma da tempo non aveva più a che fare con la squadra. Mi disse che si sarebbe gestito da solo e si sarebbe presentato alle gare in autonomia. Col senno di poi, ho sbagliato. L’ho chiamato. Dice di non aver fatto niente. Gli ho risposto ‘Non farmi girare le balle, altrimenti ti prendo a sberle. L’unica strada che hai è raccontare tutto’. Alla fine mi ha detto grazie, spero abbia capito“.

Raggiunto dalla Gazzetta dello Sport, lo stesso Raimondas Rumsas jr non ha voluto esporsi: “prima di fare qualsiasi dichiarazione preferisco aspettare il risultato delle controanalisi che ho richiesto. Posso dire solamente che la squadra è estranea“.