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I nuovi talenti, il basket femminile e la stella Zandalasini, coach Capobianco racconta a SportFair il presente e il futuro della pallacanestro italiana

Lo scenario non poteva che essere quello di un palazzetto: Reggio Calabria, 45° Trofeo Sant’Ambrogio, in tribuna un attento coach Capobianco ci ha concesso un’interessantissima intervista. L’allenatore azzurro è reduce da uno strepitoso argento mondiale con la Nazionale U19 e da un’incredibile avventura con la Nazionale Femminile agli Europei 2017 che ha però lasciato un po’ l’amaro in bocca.

Penso che sia umano provare dispiacere. Ritengo che questa squadra abbia fatto un qualcosa di straordinario, partendo dalla dalla quarta fascia, nonostante l’essere arrivati primi nel girone di qualificazione, con  un ranking veramente negativo. Dopo la prima partita giocata molto bene e vinta con ampio margine nella seconda partita abbiamo avuto il grave infortunio di Chicca (Macchi, ndr). 

Chicca da grande campionessa non solo sul campo, è tornata il giorno dopo l’operazione (per sostenere le sue compagne, ndr): questo penso la dica lunga sul concetto di squadra che si è creato. Siamo arrivati ad un passo dal Mondiale e solo un piccolo “diciamo” dettaglio non ha permesso il raggiungimento di questo sogno. Per me e per tutte le ragazze e per chi ama la pallacanestro sarebbe stato un traguardo incredibile, soprattutto dopo l’infortunio di Chicca, e nonostante la partenza in salita dovuta alla partenza in quarta fascia, ma penso che quello che abbiano fatto queste ragazze sia qualcosa di veramente incredibile, e soprattutto, l’ho letto dai messaggi e dal calore della gente, il fatto di aver fatto innamorare sia una delle cose più belle che si possa fare quando si gioca a pallacanestro, emozionare per emozionare, è una cosa stupenda“, ha dichiarato Andrea Capobianco.

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Impossibile non commentare lo strepitoso talento di Cecilia Zandalisini, che sta attualmente disputando i playoff di WNBA con le Minnesota Lynx, entrata a far parte del miglior quintetto europeo. In tantissimi hanno iniziato a sentir parlare di lei durante l’avventura in Repubblica Ceca, apprezzandone ogni qualità. Le parole di coach Capobianco riescono a regalarci qualcosa in più di questa strepitosa atleta: “Cecilia…  il primo allenamento che ha fatto con me io dissi che lei ha un obiettivo: diventare sicuramente, se non la migliore, una delle migliori giocatrici europee.

Secondo me la migliore. A questo punto posso dire anche non solo europee, Cecilia è quello che ogni allenatore vorrebbe avere: ragazza, e devo fare i complimenti alla famiglia, di grande spessore, di grande educazione, di grande senso del dovere ma allo stesso tempo grande senso del piacere, nel senso che sa divertirsi ma facendo le cose seriamente, quindi io la definirei una grande giocatrice ed una grande persona, una persona che merita tanto da questo mondo e penso che stia raccogliendo quello che merita, e la cosa che più mi ha colpito di questa ragazza è la sua capacità di ascoltare, di partecipare emotivamente alle cose e di ascoltare e mettere in pratica ciò che le viene chiesto. Una campionessa.

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La pallacanestro femminile mi ha colpito e preso per la qualità di queste ragazze, qualità e spessore, perchè adesso stiamo parlando di Cecilia perchè lo merita, ma penso che lei abbia potuto esprimere il suo grandissimo talento perchè intorno aveva delle ragazze che l’ hanno aiutata ad esprimersi al massimo livello. Penso che tante volte noi abbiamo l’idea che i campioni sono solo quelli che fanno molti punti, ma secondo me la massima espressione del campione è quella di riuscire a far giocare gli altri al massimo livello e penso che ognuna di queste ragazze, quelle che hanno fatto parte della Nazionale femminile, sia stata capace di alzare il livello delle compagne, e questo è un punto di partenza notevole, per far esprimere al massimo il potenziale di giocatrici come Zanda“, ha continuato l’ex ct della Nazionale femminile.

Dopo la partecipazione della Nazionale italiana femminile agli Europei 2017, in tantissimi hanno postato sui social foto con la casacca di ‘Zanda’, da Sara Errani fino a Marco Mengoni, che ha lanciato l’hashtag #MyFavouritePlayerIsAWoman (il mio giocatore preferito è una donna): “penso che la pallacanestro femminile abbia grandissime qualità e grande dignità e credo che possa essere assolutamente una cosa normale un domani vedere persone con la maglia delle ragazze, perchè queste ragazze veramente hanno giocato con grande cuore e cervello e le persone si innamorano di chi ci mette cuore e cervello nelle azioni e chi vuole mettere sempre dignità in quello che fa.

Non mi meraviglia il fatto di vedere persone con la maglia di Zandalisini. La Nazionale, grazie al modo di giocare e a quello che e ragazze hanno fatto, ha dato grandissima visibilità e grandissima linfa al movimento cestistico femminile, adesso tutti dobbiamo essere bravi a valorizzare quello che hanno fatto queste ragazze“, ha aggiunto coach Capobianco.

Le azzurre adesso saranno guidate da un nuovo ct, Marco Crespi, ma il legame tra coach Capobianco e le sue ragazze è veramente unico e lo sarà sempre. Sottana e Zandalasini hanno dedicato al loro ormai ex coach parole da pelle d’oca, la stessa che ancora oggi viene a Capobianco al solo pensiero dello splendido rapporto che è riuscito a creare con ognuna delle sue giocatrici: “certamente quello che si è creato è qualcosa che resterà sempre nella mia vita, quello che abbiamo fatto, la riconoscenza di queste ragazze e lo spirito che si è creato, è quello che auguro ad ogni allenatore maschile e femminile di poter creare con la propria squadra, noi allenatori tante volte siamo un po’ “soli”e questi rapporti danno spessore e luce  al nostro quotidiano”. 

LaPresse/ABACA

Non poteva mancare un commento sulla Nazionale italiana maschile, tra le prime otto agli Europei 2017, terminati ieri con la vittoria della Slovenia: “penso che si debba esser contenti, al di là del risultato di come questi ragazzi hanno giocato, per ogni azione che abbiamo fatto, abbiamo visto giocatori giocare una pallacanestro di alto livello e penso che dobbiamo essere assolutamente tutti quanti contenti e partire da questo atteggiamento che hanno avuto i ragazzi. Io voglio semplicemente dire a tutti che dobbiamo leggere attentamente ogni parola che dice Ettore (Messina, ndr) riguardo proprio a questa squadra e il piacere di allenare questi ragazzi”.

LaPresse/Belen Sivori

Mentre sul pugno di Danilo Gallinari durante un’amichevole contro l’Olanda, che ha costretto gli azzurri a dover fare a meno di una pedina fondamentale per la squadra, non ha voluto dare giudizi: “io non stavo lì quindi penso che le cosa vadano giudicate dall’interno, hanno parlato le persone che erano lì, io penso che nella vita la cosa più sbagliata sia parlare quando non si vive una situazione, io odio parlare quando non conosco le situazioni, infatti non parlo”. 

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L’Italia del basket ha recentemente conquistato traguardi straordinari con le Nazionali giovanili, primo fra tutti il secondo posto ai Mondiali U19.

Ragazzi che un domani prenderanno il posto dei vari Gallinari, Belinelli, Datome della Nazionale maggiore.

La domanda è una sola: saranno in grado?

LaPresse/Cristiano Chiodi

Io penso che dobbiamo ricordarci che c’è una squadra italiana che è arrivata seconda ai mondiali, e non so da quanti anni non si otteneva un risultato del genere, andando anche avanti a squadre come gli USA che hanno fatto un incrocio col Canada, siamo andati davanti a squadre di una certa portata a partire dalla Lituania, passando per la Francia e anche la Spagna che ha perso con noi come aveva perso anche agli Europei, io penso che dobbiamo mettere sempre entusiasmo, dobbiamo sapere che abbiamo delle difficoltà, dei limiti e dei problemi, ma i limiti e i problemi si superano. Certamente io dico che con gli Europei siamo arrivati quinti con l’U18, anche avendo ragazzi più giovani, adesso dobbiamo dare la possibilità, come ha detto Ettore Messina, dai 18 ai 21 anni di far crescere ancora questi ragazzi, il percorso formativo di un giocatore non finisce a 17/18 anni, bisogna farli crescere facendoli giocare e allenandoli sempre di più, perchè alla fine in mezzo al campo si gioca ma è l’espressione anche dell’allenamento che si fa.

LaPresse/Gianni Schicchi

Infine un commento sul movimento cestistico italiano, sulle problematiche e sui modi per risolverle: “io penso che vivendo molto di settore giovanile, l’Italia negli ultimi cinque anni ha ottenuto traguardi strepitosi, penso che ci sia qualcosa di assolutamente buono che non va tralasciato, e ritengo che partire da questi risultati e analizzando i problemi in profondità poi si possono trovare le  giuste soluzioni.  Però teniamo presente che l’Italia (U19) è arrivata seconda ai Mondiali e non è un risultato da poco, a volte ce ne dimentichiamo ma la verità è che siamo arrivati secondi e dietro di noi ci sono grandi nazioni; come con l’under 18 a novembre siamo arrivati terzi“.