Valentino Rossi
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L’analisi del Dottor Charte: dallo stato di forma di Valentino Rossi ai rischi, passando per le stupide polemiche sul web

Infortunio Valentino Rossi: l’analisi del Dottor Charte – Un recupero sorprendente quello di Valentino Rossi. Il campione di Tavullia è riuscito a tornare a gareggiare a soli 24 giorni dal suo infortunio in enduro. La frattura di tibia e perone non ha fermato il pesarese della Yamaha, che spinto da tanta motivazione e aiutato dai medici e dagli amici giusti, è riuscito in una strepitosa impresa.

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Infortunio Valentino Rossi: l’analisi del Dottor Charte – Valentino Rossi infatti, non solo è riuscito a tornare a gareggiare, ma ha anche ottenuto un quinto posto nella gara di Aragon che ha lasciato tutti a bocca aperta. Anche i dottori che hanno avuto a che fare col pilota Yamaha, anche solo nel weekend spagnolo, hanno ammesso di essere rimasti sorpresi: “ho 61 anni e da 35 svolgo la professione di medico, da 6 sono anche direttore del settore medico del Mondiale, da specialista della Medicina Interna. Tutte le lesioni che vedo nel Mondiale mi sorprendono, perché se succedessero a me o a una persona qualsiasi, resteremmo in ospedale per un paio di mesi di più. Penso all’infortunio alla spalla di Jorge Lorenzo in Olanda, nel 2013: nemmeno tre giorni dopo l’operazione si classi?cò quinto in gara. Con Rossi si è ripetuta una situazione del genere: è sorprendente, sono persino perplesso sul fatto che i piloti possano recuperare in questo modo. Non è normale“, ha dichiarato il Dottor Angel Charte in un’intervista a MotoSprint.

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Infortunio Valentino Rossi: l’analisi del Dottor Charte – Impossibile non commentare le voci circolate sul web, secondo le quali l’infortunio del campione di Tavullia sarebbe solo una farsa: “devo anche dire che, dopo aver sentito alcune delle ipotesi che circolano, parlo da fedele testimone dell’esistenza della frattura che Valentino ha rimediato. Sono anche testimone dell’eccellente intervento operato dal dottor Pascarella ad Ancona, e ho visto tutti gli esiti degli esami radiologici a cui è stato sottoposto Rossi; a partire da ciò, ho seguito il percorso di recupero, con due o tre contatti al giorno“, ha spiegato il medico spagnolo prima di analizzare lo stato di forma di Valentino Rossi, partendo proprio dal primo giorno in cui è arrivato nel paddock di Aragon: “non era al 100%, è evidente.

C’è un ematoma all’altezza della caviglia, come conseguenza del chiodo endomidollare collocato con due incisioni, una sopratibiale e l’altra infratibiale, dove sono stati collocati il correttore e la vite, trascinandoli attraverso la parte distale. L’evoluzione è stata molto buona, se è vero che 12 ore dopo l’intervento Valentino poteva già effettuare i primi esercizi di riabilitazione, appoggiando tutto il piede destro. Il dottor Pascarella è stato molto preciso, a cominciare dalla scelta di intervenire chirurgicamente subito. A ciò si aggiunge il lavoro svolto: magari è raro, ma se riscontro un buon lavoro svolto da un collega — che sia italiano, spagnolo, rumeno o argentino… — lo riconosco. Ripeto, in questo caso I‘operazione e stata eccellente“.

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Infortunio Valentino Rossi: l’analisi del Dottor Charte – “Obiettivamente il progresso della medicina c’è stato, e sarebbe un problema il contrario! Rossi ha affermato che rispetto all’infortunio di sette anni fa la situazione è stata molto differente. Allora gli servirono 40 giorni per tornare in gara, questa volta sono stati 24. Immagino che fra 20 anni la chirurgia si sarà evoluta al punto che lesioni del genere si risolveranno in pochi giorni, meno di una settimana. E’ una chirurgia meno invasiva. Si tratta di effettuare un’incisione longitudinale con questi nuovi chiodi endomidollari che sono più pratici per i piloti. Per me o per una persona normale servirebbero comunque 30 giorni in più rispetto ai piloti; la nostra costituzione ?sica e diversa, così come sono differenti anche altri fattori.

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Valentino, a 23 giorni dalla frattura, ha conquistato la prima ?la, è merito dell’eccellente operazione ma anche della sua costituzione ?sica. Sta iniziando a formarsi il callo osseo, ma non e ancora totalmente stabilizzato. La stabilità ora è data dal chiodo. Uno dei rischi in questo tipo di situazioni è la rottura, perché il chiodo non e incastrato al 100%, ma ai 50-60%. Quindi qualsiasi trauma in questo zona può smontare il chiodo, è evidente. Però questa situazione non impedisce al pilota di correre“, ha continuato il Dottor Charte, prima di spiegare a tutti i tifosi i rischi che ha corso Valentino Rossi, soprattutto in caso di caduta a 300km orari: “si rischia un grosso problema, anche se ogni lesione va valutata nei momento in cui avviene. Ho visto piloti tornare in pista dopo traumi cranici per cadute a 280 orari. I piloti sono di un’altra pasta, anche a iiveilo genetico, e recuperano più rapidamente”.