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Peter Sagan, campione del mondo in carica, ammette che nella prova in linea valida per i Mondiali di Bergen si è annoiato

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Peter Sagan è entrato nella storia del ciclismo grazie ad una grande tripletta mondiale. Il ciclista slovacco ha infatti vinto tre volte di fila la maglia iridata e prima di lui nessun ciclista è riuscito a realizzare un’impresa del genere. Il Mondiale di Bergen è stato duro e difficile, ma anche noioso nella prima parte: nessun ciclista è riuscito a partire e a staccare gli avversari. Molte Nazionali hanno sbagliato la tattica (come il Belgio o l’Olanda) altre hanno provato attacchi sbagliati (come la Francia) e altre sono state troppo attendiste (come l’Italia).

Peter Sagan invece è stato come al solito un rapace e vicino al traguardo ha attaccato tutti alzando le mani al cielo per primo, ma ha ammesso:“domenica mi sono rotto il cazzo per 270 chilometri per avere questa maglia a ‘striscette'”, ha dichiarato il campione del mondo in carica come riportato da La Gazzetta dello Sport. Il ciclista della Bora Hansgrohe ha analizzato nel dettaglio le differenze tra Richmond, Doha, Bergen: “differenti percorsi, differenti avversari, differenti ambienti e sempre la stessa maglia – ha proseguito -. Forse questa è stata la più difficile da conquistare”.

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Peter Sagan è un sanguigno e soprattutto un professionista. Il ciclista della Bora Hasngrohe non è andato sopra le linee e le sue dichiarazioni sono sempre precise e dettagliate. Lo slovacco dopo la vittoria della prova in linea ai Mondiali di Bergen ha voluto ricordare Michele Scarponi. Il corridore ha svelato i motivi di questo bellissimo gesto: “eravamo amici, forse anche perché di carattere abbastanza simile. Non ho mai visto Michele triste, arrabbiato, abbattuto. L’ho sempre visto felice, positivo, solare – ha continuato -. Scarpa era energia positiva e io mi sono trovato sempre bene con lui così. Abbiamo passato anche del tempo assieme lontano dalle corse. Mi ricordo di una bellissima cena a Livigno. Michele sapeva fare gruppo. Così anche in corsa, appena lo vedevo, ci andavo a parlare”.

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Il prossimo anno i Mondiali saranno a Innsbruck in Austria e il percorso non è adatto alle caratteristiche di Peter Sagan. Ma, il ciclista della Bora Hansgrone non è demoralizzato, anzi ha voglia di vincere la quarta maglia iridata consecutiva: “niente è impossibile. Domenica il dislivello è stato di 3.600 metri, non siamo mica lontanissimi – ha concluso -. Con una preparazione adeguata credo di poterci puntare, poi vediamo. Se trovo la condizione come quando alla Tirreno-Adriatico sono arrivato con Nibali”.  

Sagan, l’ultima follia è una pazza idea: il poker mondiale a Innsbruck significa anche la classifica generale del Tour de France 2018!