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Sebastian Vettel già due volte in carriera è riuscito a rimontare 30 punti al leader della classifica iridata, perché non riuscirci con 28?

Un passo falso può sempre capitare nel corso di una lunga stagione come quella di Formula 1. Certo, la tempistica in cui si è materializzato quello di Singapore non è stata l’ideale, ma Sebastian Vettel in questo momento non ha nessuna voglia di arrendersi.

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I punti di distacco da Lewis Hamilton son saliti a 28, una montagna difficile ma non impossibile da scalare, specialmente per un pilota che di rimonte se ne intende. Sono due infatti i titoli mondiali vinti dal tedesco preceduti da una lunga rincorsa e, in uno di esse, a farne le spese è stata proprio la Ferrari. Nel 2010 il primo colpo gobbo, utile per beffare gente del calibro di Webber, Hamilton ed Alonso e Button, compagno di squadra di Lewis alla McLaren. A due gare dalla fine, il tedesco era quarto e arrivò all’ultimo appuntamento di Abu Dhabi con sette punti di ritardo da Webber e 15 da Alonso. Sul traguardo, il titolo andò proprio all’attuale pilota della Ferrari, abile poi a ripetersi l’anno successivo.

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Nel 2012 invece ecco la sfida con la rossa di Alonso che, a sette gare dal termine, guidava la classifica con 37 punti di vantaggio sul tedesco. Le quattro vittorie in serie poi permisero a Vettel di prendersi il titolo, beffando Alonso proprio all’ultima gara. Questa volta l’impresa sembra ancora più complicata, visto che le prossime gare sorridono ad un Hamilton fin qui mai ritirato. Non sarà per niente facile ma Vettel non ha intenzione di arrendersi, la rimonta è il suo marchio di fabbrica e non ci sono dubbi che tenterà di centrarla anche in questa occasione.