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Vincenzo Nibali vince la terza tappa della Vuelta di Spagna. Il trionfo del messinese è simile a quello di Sheffield nel Tour de France 2014 quando indossò la maglia gialla finale

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Vincenzo Nibali ha trionfato ad Andorra, alzando la sua pinna sul traguardo della terza tappa della Vuelta di Spagna. Lo Squalo dello Stretto ha guadagnato secondi preziosi nella classifica generale ed è riuscito a distanziare Fabio Aru, Romain Bardet, Esteban Chaves e Chris Froome. Adesso il capitano della Bahrain Merida è in quinta posizione a 10 secondi dal corridore del team Sky. Il messinese indossa la maglia di leader della classifica scalatori e oggi manterrà sicuramente la leadership.

La vittoria che ha portato Nibali alla vittoria è simile a quella realizzata a Sheffield al Tour de France 2014. L’attacco ai 400 metri del ciclista della Bahrain Merida ricorda molto quell’azione che ha portato il messinese alla vittoria finale della maglia gialla: è vero, in un certo senso la può ricordare. Però questa è stata improvvisata, completamente frutto dell’istinto. Quando a 400 metri dal traguardo davanti hanno rallentato, sono partito. Mi sono girato solo una volta, ma sapevo di avere ormai un buon vantaggio”, ha dichiarato il messinese vincitore della terza tappa della Vuelta di Spagna come riportato da La Gazzetta dello Sport.

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A molti è sembrato che Nibali nel tratto della Comella sia andato in difficoltà. Il corridore ha analizzato quel tratto di tappa spiegando cosa è successo: “la prima tappa di montagna non è mai facile, non hai ancora bene il ritmo nelle gambe. È vero, prima di scollinare ho sofferto, anche perché ero un po’ dietro all’attacco dell’ultima salita e gli uomini della Sky hanno impresso un ritmo serratissimo. Ho fatto un grande sforzo per rientrare e ho chiuso anche un paio di buchi – ha proseguito -. Così, quando Froome ha attaccato, non ho avuto le gambe per seguirlo. Però non ero morto, infatti sono passato a soli 8 secondi e mi sono buttato in discesa. È stato bravo Roche a darmi una mano. Così a poco più di un chilometro siamo rientrati”.

Vincenzo Nibali però conosce bene le insidie nascoste all’interno della Vuelta di Spagna. Dopo sole 3 tappe non può esser stilato un bilancio su chi è in forma e chi no. Su questo tema la maglia verde ha svelato gli avversari più temibili: “Chaves, Aru e Bardet ci saranno fino alla fine. Più Froome, ovviamente – ha proseguito -. Non scherziamo. Qualcuno qui ha perso tempo, ci può stare nella prima tappa di montagna, ma non mi sorprenderei che poi recuperasse. Le gerarchie non sono del tutto definite ed è normale che sia così”. 

L’Angliru sarà l’arbitro di questa Vuelta di Spagna. L’ultima temibile salita infatti decreterà il vincitore di questa edizione della corsa in rosso. Il monte viene identificato come il totem di questa competizione a causa della sua altimetria. Nibali però non ha ancora voglia di pensare all’Angliru ma alle tappe che dovrà correre: “bisogna fare attenzione perché ogni giorno si può perdere e compromettere la classifica – ha concluso – Di sicuro ci sarà da lottare fino alla fine, perché il livello è altissimo”.