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Matteo Trentin è la nuova maglia verde della Vuelta di Spagna e racconta la sua nuova investitura alla Quick Step Floors

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Matteo Trentin ha vinto la decima tappa della Vuelta di Spagna e ha conquistato la maglia verde. Il ciclista della Quick Step Floors è riuscito grazie ad una bella prestazione a resistere all’attacco di Rojas della Movistar e da soli sono andati fino al traguardo. L’italiano è alla seconda vittoria alla Vuelta di Spagna e la sua prestazione è in costante aumento.

Matteo Trentin ha svelato la tattica vincente utilizzata ieri nella decima tappa della Vuelta di Spagna: “noi della Quick Step ci proviamo sempre, cerchiamo di creare le occasioni propizie. Non corriamo d’attesa come fanno altri. Poi qui è stato relativamente facile perché, non terminando in alto, la tappa non interessava agli scalatori – ha dichiarato Matteo Trentin come riportato da La Gazzetta dello Sport -. E con la salita nel finale tanti uomini veloci soffrono. La miglior maniera di interpretare queste tappe, e così ce ne sono diverse in questa corsa, è attaccare, mettersi nella fuga. Il mio non è un passo malvagio. Non sono uno scalatore, ma sto andando bene in salita”.

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Il ciclista della Quick Step Floors grazie a queste grandi vittorie sta velocemente conquistando punti per il mondiale. Matteo Trentin è uno dei papabili per la convocazione al mondiale di Bergen in Norvegia che scatterà dal 16 al 24 settembre. Il velocista ha intenzione di prendere parte alla corsa iridata: “come ho detto a Tarragona, ero venuto qui per vincere e l’ho fatto. Adesso sta al c.t. Cassani decidere il ruolo. Tocca a lui costruire la squadra. Io parlo di risultati. Certo, sto davvero bene e il percorso di Bergen si addice a me – ha proseguito -. Anche Viviani sta bene. Siamo in due che possiamo andare forte. Le decisioni toccano al c.t.”.

Matteo Trentin ha modificato il suo modo di correre. Il ciclista della Quick Step Floors ha spiegato cosa è cambiato: “la vera novità è che ora in squadra ho molto più spazio. Se guardate, anche lo scorso anno al Giro, finché c’è stato Kittel, non ho avuto opportunità – ha concluso -. Poi nella seconda parte ho vinto una tappa che non era per niente facile. Anzi, Pramartino è molto più duro rispetto a questa salita. Anche al Tour, quando sono caduto, ero nei primi dieci in un Gpm di prima categoria”.