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Chris Froome loda il percorso della Vuelta di Spagna e lo valuta migliore di quello del Tour de France

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Nove tappe ed una certezza: è Christopher Froome l’uomo da battere anche in questa 72esima edizione della Vuelta a Espana, giunta al suo primo giorno di riposo. Il 32enne campione britannico del Team Sky, dopo il poker messo a segno sulle strade del Tour de France, e’ sempre piu’ intenzionato a infilare una doppietta che, in passato, èriuscita soltanto a due fuoriclasse come Jacques Anquetil (1963) e Bernard Hinault (1978). Ieri, sul traguardo di Cumbre del Sol, ha legittimato una maglia rossa che indossa con la sua solita padronanza, dopo aver ottenuto il suo 40esimo centro tra i professionisti, a sei anni dal primo conquistato proprio in Spagna. I giochi però, con più di metà Vuelta da completare, restano apertissimi, con otto corridori sotto i 2′ di ritardo: secondo e’ il colombiano Esteban Chaves a 36″, terzo l’irlandese Nicolas Roche a 1’05”, poi Vincenzo Nibali (vincitore di una tappa cosi’ come Matteo Trentin) a 1’17”, Tejay Van Garderen a 1’27”, David De La Cruz a 1’30”, Fabio Aru a 1’33”, Michel Woods a 1’52” e Adam Yates a 1’55”.

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Situazione più che fluida, considerato che le montagne più ostiche debbono ancora essere scalate. “Sono veramente contento dell’avvio della Vuelta di quest’anno – ha detto il ‘keniano bianco’ in una conferenza stampa ad Elche, nel sud-est della Spagna – Finora abbiamo affrontato solo salite finali di tre o quattro chilometri, ovviamente gli organizzatori vogliono che i distacchi in classifica restino minimi ma trovarmi in questa posizione è lo scenario ideale per noi”. 

Froome, in ‘Roja’ da lunedi’ scorso, ieri ha dato una delle sue proverbiali ‘frullate’ negli ultimi cento metri, lasciando di stucco i più immediati rivali. “La Vuelta è una grande corsa ed è un piacere esserci – prosegue il britannico che qui ha collezionato solo secondi posti nel 2012, 2014 e 2016 – Questa è la gara in cui, nel 2011, ho scoperto di poter essere competitivo in montagna con i corridori che puntano alla classifica generale. È un piacere tornare qui, le condizioni climatiche sono adatte a me, cosi’ come e’ perfetto il caldo soffocante“. Domani si riparte con la decima frazione, la Caravaca Ano Jubilar 2017-ElPozo Alimentacion di 164 chilometri ma Froome, per portare a termine la sua particolare ‘mission’, dovrà restare vigile nelle due tappe in Sierra Nevada e, ovviamente, sulle cime che presumibilmente faranno la differenza, Los Machucos e Angliru, quest’ultimo appena prima la passerella di Madrid.

La Vuelta è una corsa è più aggressiva del Tour de France – assicura – Ogni giorno è importante per la classifica generale, al Tour invece c’erano solo tre finali in quota che non quando c’erano solo tre finali in cima al Tour, che hanno lasciato poco spazio all’errore. Alla Vuelta, invece, ci sono così  tanti arrivi in salita che posso permettermi di essere un po’ più giocatore e tentare la fortuna“. (ITALPRESS).