LaPresse/Reuters

Il capitano dell’Astana, Fabio Aru, svela i motivi della sconfitta subita nell’ultima salita della quinta tappa della Vuelta di Spagna ad opera di Chris Froome

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La salita di Ermita de Santa Lucia ha regalato grandi emozioni soprattutto nel finale quando un ottimo Gianni Moscon ha selezionato il gruppo per poi aiutare il suo capitano a staccare gli avversari. La quinta tappa della Vuelta di Spagna è stata vinta da Lutsenko dell’Astana grazie ad un’azione perfetta a pochi chilometri dal traguardo. Fabio Aru è stato staccato da Chris Froome nell’ultima salita e ha perso 11 secondi e precisando a quasi un minuto dal britannico (49 secondi ndr).

Fabio Aru però non è particolarmente preoccupato dalla ritardo. La maglia tricolore ieri è sembrata in ripresa rispetto ad Andorra e sicuramente può fare meglio. Il ciclista dell’Astana ha raccontato la sua prestazione lodando la vittoria del suo compagno di squadra Luscenko: “sono andato nella norma, come mi aspettavo, se non persino meglio. Sapevo che avrei pagato qualcosa da Froome e così è stato. Il motivo? Semplice, mi manca ancora il cambio di ritmo, ma in questo senso non posso che migliorare. Anzi, sono molto contento di un aspetto – ha dichiarato Aru come riportato da La Gazzetta dello Sport -. La vittoria di “Luts”. Se la merita. Abbiamo un grande rapporto di amicizia. Anzi, dopo Tiralongo è il corridore del quale sono più amico dai tempi in cui eravamo under, seppure con maglie diverse. Tenerlo al mio fianco invece di lasciarlo andare in fuga? No, bene così. Non sarebbe servito a niente“.