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Fabio Aru svela cosa è accaduto a 30 chilometri dal traguardo dell’undiciesima tappa della Vuelta di Spagna giunta a  Observatorio Astronómico de Calar Alto

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L’undicesima tappa della Vuelta di Spagna è stata vinta da un corridore dell’Astana… Lopez. Tutti si aspettavano un attacco di Fabio Aru, ma purtroppo la maglia tricolore ha arrancato nelle posizioni dietro aiutato da Pello Bilbao. Una giornata negativa sotto ogni punto: il capitano dell’Astana ha perso da Chris Froome e da Vincenzo Nibali precipitando a 2’57” in settima posizione a 24″ dal terzo posto. Fabio Aru deve capire quali sono stati gli ‘errori’ di valutazione e porre subito rimedio. Tolta la prestazione di ieri, Chaves è sempre andato bene e da dietro Alberto Contador sta spingendo per arrivare a podio.

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Il Cavaliere dei Quattro Mori ha raccontato la sua prestazione realizzata durante le ultime due salite dell’undicesima tappa della Vuelta di Spagna: “una giornata iniziata storta perché ho forato dopo un paio di chilometri con il gruppo già a tutta in cerca della fuga. Non è stato semplicissimo rientrare, e abbiamo inseguito per quasi 30 chilometri. Poi mi sono dovuto rifermare con l’ammiraglia per sistemare la ruota e ho speso tante energie – ha dichiarato il corridore dell’Astana come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Ho sofferto. Per fortuna con il lavoro di Bilbao sono riuscito a limitare i danni. Le corse a tappe sono così, ci sono giorni in cui si guadagna, altri in cui si perde. Sono riuscito a limitare i danni. La Vuelta è ancora lunga e può veramente succedere di tutto. Andiamo avanti. Non tutte le giornate sono uguali, l’importante in queste circostanze è non naufragare. Con tutta l’acqua che c’era…”.

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