Jonathan Rea, la crescita della Superbike e la possibilità di approdare in MotoGp

Un ospite speciale nel weekend britannico di MotoGp a Silverstone. Nel paddock è stato avvistato un sereno e sorridente Jonathan Rea, che si è reso disponibile con i giornalisti per rispondere a qualche domanda, sia sul campionato di Superbike al quale sta attualmente partecipando, sia sul motomondiale in corso. “E’ bello essere qui, osservando i piloti alla guida si possono imparare tante cose; le MotoGP piegano di più in curva rispetto alle Superbike, nonostante i tempi sul giro tra le due categorie siano simili”, ha dichiarato il britannico, come riportato da GpOne.com.

LaPresse/Alessandro La Rocca

Io credo che le due gare divise nel weekend portino più pubblico nei circuiti, specialmente il sabato. In Italia la SBK sta crescendo sempre di più, perché Mediaset sta facendo un ottimo lavoro in pista. Il problema? È il gap che passa tra le marche presenti: Kawasaki e Ducati dominano, le altre Case soffrono. Anziché toccare il regolamento tecnico ogni anno, tentando di avvicinarlo alle moto di serie si dovrebbero incoraggiare le Case ad investire in SBK, proprio come fanno a Suzuka”, ha continuato il pilota di Superbike, commentando il format di gare.

Sulla possibilità di approdare in MotoGp ha poi aggiunto: “onestamente penso di avere perso la barca buona per arrivare in MotoGP ma, guardando Zarco che ha 27 anni ed è la rivelazione della MotoGP, tutto è possibile. Ora il fisico del pilota si preserva di più perché le moto hanno l’elettronica che evita molte cadute, adesso le moto sono più sicure che mai, in pista ma anche su strada. Nel passato molti piloti si ritiravano al più tardi trentacinquenni, ora possono continuare a correre: Valentino Rossi è l’esempio, lui è super allenato ed in forma”, ha concluso.

 

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