La vicenda della morte di Mattia Dall’Aglio è sempre più un mistero, oggi l’autopsia sul corpo del nuotatore. Intanto Fabio Scozzoli svela l’ultimo sms ricevuto dal collega

Aumenta il mistero e si moltiplicano i sospetti sulla morte di Mattia Dall’Aglio, giovane nuotatore 24enne trovato morto nella giornata di ieri in una palestra del modenese. A trovarlo un vigile del fuoco, inizialmente convinto che stesse solo stirando in muscoli sul pavimento prima di accorgersi della gravità della situazione. I tentativi di rianimarlo sono però risultati vani, Mattia Dall’Aglio non si è più ripreso lasciando nel dolore e nello sconforto papà Gianluca e mamma Fabrizia, con cui aveva pranzato prima di recarsi in palestra. A chiarire la dinamica del decesso sarà l’autopsia disposta dal pm Marino, l’unico mezzo utile per capire come il giovane nuotatore abbia potuto perdere la vita durante un normale allenamento.

Mattia stava bene – le parole di papà Gianluca – non fumava, non beveva. Ultimamente non aveva lamentato alcun problema di salute. Lo hanno trovato sdraiato a terra, lontano dalle attrezzature, con la schiena appoggiata al pavimento e le mani stese in avanti”. A confermare l’ottimo stato di salute del ragazzo ci sono anche gli esami svolti prima dell’ultimo intervento di routine al naso, test risultati tutti negativi. “Ho perso un figlio — ha detto quasi l’allenatore di Mattia, Luciano Landi, che lo seguiva da anni — un atleta di altissimo spessore. Abbiamo fatto insieme il percorso livello giovanile, ottenendo eccellenti risultati come nella 4×200. Dopo la parentesi a Imola, due anni fa era tornato con noi. L’ultima gara risale al 9 aprile a Riccione, speravamo di ottenere il tempo per le Universiadi. Non ce l’aveva fatta per poco. Ci siamo parlati a fine luglio, ci saremmo dovuti risentire per stabilire se avesse voluto continuare a nuotare a livello agonistico. Si era trasferito al Liceo Scientifico tecnologico Corni di Modena, dove si era diplomato, per riuscire ad allenarsi meglio da noi. Grande amico di Fabio Scozzoli, dopo la parentesi di Imola si era iscritto a Economia, a Modena, e stava per laurearsi, aveva ripreso ad allenarsi con noi. Sarebbe dovuto andare all’estero per iniziare una attività di export di prodotti reggiani negli Usa. Quello che è successo è inspiegabile”.

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Incredulo anche Fabio Scozzoli: “Mattia era uno dei miei migliori amici, due giorni fa mi ha chiamato per farmi gli auguri di compleanno e mi ha sostenuto durante i Mondiali. Abbiamo fatto le vacanze insieme a Cervia poi a Gallipoli, era il classico bravo ragazzo. Penso che si stesse allenando per tenersi in forma, mi diceva che voleva riprendere anche se quest’anno aveva un po’ mollato, aveva un grande amore per il nuoto. Quando si trasferì a Imola fece la prima finale tricolore era ranista e forte poi andò sotto i 50” e puntò sullo stile libero. L’ultimo messaggio che mi ha mandato è stato: ma quant’è bella la vita. Sono sconvolto.

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