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Mattia Binotto ha parlato dei segreti della Ferrari, svelando come la rossa abbia giovato e non poco della benzina Shell

L’esito del Gp di Spa non ha deluso le aspettative della Ferrari, arrivata nelle Ardenne con l’obiettivo di limitare i danni viste le caratteristiche del circuito favorevoli alla Mercedes.

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La prestazione di Vettel ha messo paura a Lewis Hamilton, costretto a far ricorso al bottone magico per tenere dietro il tedesco e impedirgli di centrare la seconda vittoria consecutiva dopo quella in Ungheria. Una crescita, quella della Ferrari, dovuta anche al lavoro svolto dalla Shell, abile a migliorare del 20% l’efficienza del motore ‘in rosso’ e a far guadagnare alla monoposto di Maranello mezzo secondo a giro negli ultimi tre anni. “Per esempio questo inverno, il 20 o il 25 per cento della nostra efficienza complessiva è venuta dal lato del carburante e dell’olio” le parole di Mattia Binotto. “Normalmente, dopo qualche anno, di solito raggiunge un certo livello di maturità e non c’è più spazio per lo sviluppo e l’ottimizzazione. Credo che continuerà a crescere ad un ritmo simile come avuto in un primo momento”.

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Soddisfatto anche Guy Lovett, technology manager di Shell per la Ferrari: “abbiamo monitorato progressi in termini di prestazioni e progresso dell’efficienza dal 2014. Il 23,3% è sempre il nostro obiettivo. E’ il momento e l’urgenza ciò che rende il progetto così entusiasmante. Il motore ancora cambiare, la curva di sviluppo del motore è abbastanza profonda e ogni cambio del propulsore ci dà l’opportunità di riequilibrare e migliorare il carburante e l’olio“.