Crack Bolt, il retroscena incredibile sull’addio catastrofico di Usain: crampi, umidità e…

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Il crack di Usain Bolt alla finale della staffetta 4×100 con la sua Giamaica non può passare inosservato, dell’infortunio del velocista sarebbe complice un fattore non irrilevante

Usain Bolt alla penultima giornata dei Mondiali di atletica di Londra si è infortunato. Un bilancio terribile per quella che il giamaicano ha eletto come la sua ultima volta sulle piste di tutto il mondo. Dopo tantissime medaglie ed un record imbattibile, infatti Bolt ha deciso di concludere la sua carriera prima del declino, scelta che però si è rivelata ugualmente catastrofica in questo momento della sua carriera agonistica.

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Usain Bolt infatti prima ha stupito tutti con il terzo posto nei 100metri uomini, poi ha sconvolto il mondo sedendosi sulla pista negli ultimi 100 metri che avrebbero potuto consegnare alla staffetta 4×100 della Giamaica una medaglia preziosa. A distanza di qualche giorno dall’accaduto che ha condannato il velocista ad un addio di carriera impensabile, dal Re dell’atletica leggera, emergono però i retroscena del pre gara della staffetta che forse Bolt non avrebbe potuto correre.

“In mattinata — ha ammesso Bolt come riporta Gazzetta dello Sport — durante la batteria, alla coscia sinistra che poi mi ha tradito, ho avvertito un fastidio o qualcosa di più. Sono stato in dubbio sul da farsi, molti mi hanno consigliato di rinunciare. Persino Eddy, il mio fisioterapista, che mi ha a lungo trattato tra una gara e l’altra, mi ha chiesto se pensassi fosse davvero il caso. Gli ho risposto che per me non era più una questione di “volere”, bensì di dovere”. Prima della finale — ha continuato il giamaicano — ci hanno fatto attendere 15-20’ e l’umidità non mi ha aiutato”.

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Proprio quello che denunciano anche i compagni di Bolt a discapito dell’organizzazione londinese della iridata competizione. “Ci hanno trattenuto a lungo. Usain aveva freddo e a un certo punto mi ha detto ‘Questi sono matti’. Ci siamo scaldatati due volte e poi abbiamo dovuto attendere ancora”, ha lamentato ad esempio Yohan Blake. “E’ stato tutto ridicolo — ha poi affermato con stizza Omar McLeaod, collega i Usain nella staffetta— è stato impossibile non raffreddarsi”.

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About Giulia Galletta (13420 Articles)
Nata il 21 giugno 1988 a Palmi, provincia di Reggio Calabria
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