Max Biaggi
LaPresse/Mario Cartelli

A tutto Biaggi, dal calvario in ospedale alla scoperta di un affetto infinito passando per sogni futuri e qualche simpaticissima ‘cazzata’

Sono passati due mesi e un giorno da quel terribile incidente in moto a Latina di Max Biaggi. Il centauro romano ha lottato a lungo in un letto d’ospedale di Roma, ma fortunatamente adesso può raccontare il suo calvario e soprattutto le trasmettere messaggi importante ai più giovani e non solo.

Biaggi è intervenuto questa mattina a Non Stop News, su Rtl 102.5, raccontando tutta la sua recente avventura, dalle paure alle ‘cazzate’: “è passato un po’ di tempo, è successo quell’incidente inaspettato, è bello essere ancora qua e raccontarlo, ci sono state un sacco di problematiche e non mi era mai successo un incidente così grave, nonostante avessi già smesso di essere un professionista, per puro divertimento ero lì per giocare con la moto e ad un tratto è successo qualcosa e mi sono quasi svegliato all’ospedale, è stata una mattinata terribile. Oggi come oggi i medici tendono proprio a dirti le cose chiaramente e quando mi è stato detto i primi giorni io non ho reagito granchè non ho fatto grandi scenate ma perchè ero pieno di morfina per le 12 costole fratturate e non avevo capito, siccome c’era Bianca vicino a me dopo 2 giorni ha chiesto al dottore di ripetermi quello che mi aveva detto e poi ho iniziato a realizzare che la cosa era veramente seria, lì ho veramente ‘stretto’ come si dice in gergo“, ha esordito l’ex pilota.

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Sono stato 17 giorni seduto su un letto senza potermi muovere che guardavo fisso la lampada di fronte della quale conosco bene sfumature e angolazioni, ho messo vicino l’incidente di Schumacher e Hayden, tutti e tre siamo caduti in sport diversi lontani dai nostri a velocità diverse e pensavo guarda questa similitudine mi porta in un mondo dove non voglio andare, siamo abituati ad andare così veloci e poi ognuno in momenti andiamo a complicarci la vita o addirittura a perderla per un hobby, per fortuna non è andata così, e sono felicissimo di essere uscito da questo calvario e grazie anche all’affetto di amici e persone care che non credevo nemmeno fosse così grande“, ha aggiunto Biaggi prima di raccontare le emozioni vissute tornando a casa: “è stato bellissimo, può sembrare una prigionia tornarci dopo tanto tempo, ma è stato un sollievo, mi sono sentito quasi normale dopo l’incidente, tornare a casa e non dico essere autonomo, sono tornato a respirare aria che conoscevo, posti comuni e vedere le persone che mi sono sempre state vicine, qui è iniziato il momento di riabilitazione pura.

Credits Instagram @maxbiaggi

Quando stai così tanto tempo e sai che stai rischiando di brutto e sei in quella rianimazione senza finestra senza un raggio di sole, apprezzi qualsiasi cosa, sembra tutto una novità, come un bimbo che inizia a camminare e assaggia le cose belle della vita, poi quando scopri l’affetto che ti hanno dimostrato persone comuni e non comuni, amici, questa cosa ti riempe, io i primi giorni ero più di là che di qua, sparavo delle cazzate disumane, ironizzavo su qualsiasi cosa, il catetere che mi avevano messo, facevo qualsiasi battuta, modello spiedino, lo facevo vedere a tutti, dicevo delle cagate assurde, adesso ci rido su e sono felice che tutto sia passato”. 

Credits Instagram @maxbiaggi

Da questa disavventura, Biaggi ha riscoperto anche l’affetto e l’amore: in tantissimi infatti gli scrivevano ogni giorno per augurargli una pronta guarigione e ciò lo ha stupito particolarmente: “alla base ci deve sempre essere l’amore, è una grande medicina, io sono stato sommerso d’amore e d’affetto, me ne accorgo quando cammino per strada, glielo leggo negli occhi alla gente e questa cosa mi ha reso molto più sensibile adesso mi emoziono molto facilmente, credo sia stato proprio questo incidente così grave. Mi sono arrivati messaggi da Kekko dei Modà, Patty Pravo, Jovanotti, Giorgia, Renato Zero è venuto addirittura a trovarmi. Mi arrivava qualsiasi messaggio e io non avevo nemmeno la forza di rispondere e dettavo a bianca per rispondere, ma nemmeno riuscivo a parlare. Personaggi che sono cresciuti con me, ho visto piangere un mio amico che conosco da 30 anni e mai mi sarei immaginato di vederlo in lacrime, non sapevo se essere felice o preoccuparmi“.

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Impossibile poi non parlare di Valentino Rossi, che ha subito manifestato pubblicamente la sua vicinanza al rivale di sempre in un momento così difficile per lui, senza però rivolgersi direttamente a lui: “personalmente no, ma appena è successo il fatto e la notizia è stata abbastanza di dominio pubblico, è stato il primo tramite i giornali pubblicamente a farmi l’in bocca al lupo, capiva la gravità dell’incidente, forse perchè anche lui qualche settimana prima aveva avuto un incidente simile anche se meno grave, quindi è stato il primo ad esternare e mi ha fatto molto paciere perchè ci siamo condivisi lo scettro di questo sport per tanti anni ed è bello che il tuo rivale storico faccia un’esternazione importante in un momento importante per te, sono molto politico quando parlo del mio rivale storico, scandisco bene le parole. Forse un messaggino privato mi avrebbe colpito un po’ di più, ma anche quello pubblico va benissimo dai“.

Biaggi ha poi raccontato con stupore e molto piacere il gesto di Jorge Lorenzo, suo caro amico: “m’ha stupito Jorge Lorenzo che si trovava in Olanda, a fine gara ha preso un aereo è venuto a trovarmi a roma in ospedale, aveva fatto una gara qualche ora prima, è stato un gesto di amicizia profonda che va al di là del messaggino, è un personaggio particolare sembra mo,lto chiuso, ovviamente quando hai delle rivalità dipingono sempre uno bello l’altro brutto uno simpatico l’altro meno, ma lui dentro poi racchiude dei sentimenti e valori importanti che nell’amicizia vengono fuori“.

LaPresse/Alessandro La Rocca

E’ stato un segno divino quasi, credo di si, credo che se non pensassi questo sarei ancora il ragazzo scapestrato che insegue un sogno, il ragazzo che non guarda alle cose così profonde e cerca solo un obiettivo nella vita, le 46 primavere mi insegnano che esistono cose più importanti e che la vita è un dono prezioso, non si può gettare all’aria tutto per un hobby e una passione, per cose che non hanno un senso vista l’età, ho capito che non è più cosa, andare in moto è stata la mia più grande passione, ma oggi mi devo vedere con occhi diversi e magari fare anche cose diverse. Il motociclismo è uno sport individuale alla fine sei te persona che finalizzi un lavoro di team, di azienda, ma sei sempre tu che ti responsabilizzi, dietro di te ci sono aziende, equipe, persone, questo è uno sport che ti dà ma ti leva anche molto, i ragazzi iniziano giovanissimi, qualcuno come me e Valentino che dopo i 38 continuano ma ad un certo punto l’asticella diventa troppo alta“, ha continuato Biaggi che adesso ha importanti progetti e sogni per il futuro: “entrare nel mondo che mi ha sempre visto da pilota, come team manager, proprietario di una squadra che fa correre giovani talenti, una cosa che fa anche Valentino col suo team, il mio non vuole essere un team che vada contro il suo per carità, ma che dia la possibilità a due giovani talenti di correre nel campionato di Moto3, ci ritroveremo come due amici al bar, succederà già dal prossimo anno“.

LaPresse/Mario Cartelli

Infine un desiderio da esprimere nella notte dei desideri: “in questo momento vorrei delle cose belle, amore e felicità, per tutti, questa brutta vicenda mi ha fatto capire che la cosa che vince su tutto è l’affetto e l’amore e io l’ho trovato in questa ragazza fantastica“.