Atletica – Tra lacrime trattenute e 3 figli ‘in programma’, Usain Bolt ripensa al Mondiale: “è stato un addio definitivo”

Usain Bolt Bolt - LaPresse/PA

Usain Bolt commenta il suo Mondiale di Londra appena concluso e le sue aspettative per il futuro senza atletica, o forse no: ecco le parole del giamaicano

Usain Bolt durante la staffetta della sua Giamaica ai Mondiali di atletica di Londra si è infortunato. Un bilancio terribile per quella che il giamaicano ha eletto come la sua ultima volta sulle piste di tutto il mondo. Dopo tantissime medaglie ed un record imbattibile, infatti Bolt ha deciso di concludere la sua carriera prima del declino, scelta che però si è rivelata ugualmente catastrofica in questo momento della sua carriera agonistica. Usain Bolt infatti prima ha stupito tutti con il terzo posto nei 100metri uomini, poi ha sconvolto il mondo sedendosi sulla pista negli ultimi 100 metri che avrebbero potuto consegnare alla staffetta 4×100 della Giamaica una medaglia preziosa.

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A mente un po’ più fredda il velocista ripensa al Mondiale appena archiviato e rilascia un’intervista in cui parla del bilancio di questa competizione e della sua carriera sportiva. “E’ stato esaltante e triste allo stesso modo. – confessa Usain Bolt sul suo ultimo giro di campo come riporta Gazzetta dello Sport – L’energia che arrivava dalla tribuna mi ha travolto, ho trattenuto le lacrime a fatica. Soprattutto quando mi sono fermato alle partenze di 100 e 200. E’ stato il mio modo di salutare e ringraziare tutti”.

Su quel maledetto sabato sera (il giorno della staffetta) Bolt svela: “faceva freddo, abbiamo tentato in tutti i modo di rimanere caldi, ma ci hanno lasciato all’aperto per 10-15’ già svestiti. Pensavo fosse giunto il nostro momento e invece ci hanno fatto aspettare una seconda premiazione. Credo che l’infortunio sia stato causato anche da quello. E immagino sia più grave di quel che avverto in queste ore. Ma c’è poco da fare e ormai non è un grave problema… Non ho rimpianti: ho chiarito sin dall’inizio che sarebbe stata una stagione da dedicare ai tifosi, a tutti coloro che avrebbero voluto vedermi ancora una volta. Senza, negli anni, non avrei fatto quel che ho fatto”.

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Ovviamente no, – dice sull’insoddisfazione provata alla fine della competizione iridata – ma una rassegna andata male non cancella i risultati precedenti. La gente sa quel che valgo e quel che ho ottenuto. Ripeto: anche Muhammad Ali perse l’ultimo combattimentoIl Mondiale delle sorprese: ma nulla capita per caso. E poi quello del pubblico: fantastico, unico”. 

Pochi avevano predetto certi risultati, – commenta Bolt sullo scarso paniere di medaglie della Giamaica – la metà dei favoriti non ha mantenuto le promesse. Io compreso. E alcuni dicono che i problemi siano cominciati da lì. La realtà è che in passato, a volte, abbiamo vinto più del previsto. Continuiamo ad avere molti talenti. Vanno coltivati e seguiti al meglio e se avranno la voglia di faticare per emergere, torneremo presto al vertice”.

Ho fatto vedere che se si lavora duramente, nulla è impossibile. – si esalta Usain – Occorre insistere e crederci sempre. E’ il messaggio che voglio lasciare ai più giovani”. E sulla sua gara più bella e su quella più deprimente ammette: “forse la finale dei 100 dei Mondiali di Pechino 2015, vinta per 1/100 su Gatlin: quel giorno ho dimostrato enorme carattere. La finale dei 100 dei Mondiali di Daegu 2011 con quella maledette falsa partenza”. 

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Bisogna essere severi: sono favorevole alla squalifica a vita. – ammette su Gatlin vincitore dei 100 metri ai Mondiali appena terminati – Io ho dimostrato che si può andar forte senza barare. Il movimento sta risalendo la china, non dobbiamo fermarci”. Sul suo futuro poi Bolt ammette: “vorrei del tempo libero, da dedicare tutto a me. La mia vita è atletica e niente altro da quando avevo 10 anni. Ho bisogno di divertirmi, rilassarmi, stare in famiglia, avere altre priorità. Il mio manager parlerà con il presidente Coe per capire come posso ancora essere utile, il mio allenatore mi vorrebbe come suo assistente. Magari nelle grandi manifestazioni, potrei fare il commentatore tv. Mi vedrete ancora da queste parti. Sapete della mia passione per il calcio: chissà… Intanto il mio Manchester United mi ha reso la domenica meno difficile: Lukaku mi ha ridato il sorriso”.

E tra 20 anni come si vede Bolt?Sposato con tre figli, che non costringerò ad andare al campo, ma che se vorranno frequentarlo, li incoraggerò. Purché sappiano che l’atletica è anche sacrificio”. Infine concludendo Bolt esclude ogni possibile ripensamento: “ho visto troppi ritirarsi, tornare e pentirsene. Non farò parte del gruppo”. 

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About Giulia Galletta (13421 Articles)
Nata il 21 giugno 1988 a Palmi, provincia di Reggio Calabria
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