Tour de France, Fabio Aru svela: “da quando ho preso la maglia gialla che sto vivendo giorni difficili”

Fabio Aru perde definitivamente il podio del Tour de France a causa del crollo sulle montagne. Il ciclista è in quinta posizione a 1’55” da Chris Froome

LaPresse/Reuters

Fabio Aru è stato respinto nelle tappe di montagna di questa edizione del Tour de France. Il ciclista dell’Astana ha provato da solo a battere la corazzata Team Sky e cercato in tutti i modi di restare a ruota di Chris Froome ma il britannico lo ha sempre staccato. Il ciclista italiano ha la bronchite e non riesce a respirare bene quando prova a scattare sui pedali. Un brutto handicap che lo ha penalizzato nelle decisive tappe di questo Tour de France e fatto scivolare dal secondo posto al quinto posto.

Dai Pirenei fino alle Alpi per Aru sono stati giorni difficili caratterizzati da grandi fatiche e da problemi fisici. Fabio Aru ha raccontato queste difficoltà:da quando ho preso la maglia gialla che sto vivendo giorni difficili. Nello sport succede e bisogna accettarlo – ha dichiarato il ciclista dell’Astana come riportato da La Gazzetta dello Sport –. Ho giocato in difesa in queste due tappe e non era quello che volevo, ma ho dato il massimo ugualmente. L’importante è essere consapevoli di avere lavorato bene in tutti questi mesi. Non era facile tornare subito a questi livelli e io penso di esserci riuscito”. 

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Infine ha spiegato il suo stato d’animo dopo aver perso anche la quarta posizione (Landa lo ha superato in classifica generale e tra i due ci sono 19″): “da un lato sono sereno, perché ho dato davvero il massimo e, quando è così, non si possono avere rimpianti. Dall’altro, il fatto di non stare bene per tutta l’ultima settimana non è piacevole, però è un qualcosa contro cui non si può fare niente. Devo cercare di finirlo bene il Tour – ha concluso -. La tappa in linea che ci aspetta potrebbe essere insidiosa per il vento, nella cronometro ci metterò tutte le forze che mi restano per ottenere il miglior risultato possibile. Nei primi cinque ci voglio restare”.