Tour de France, Fabio Aru entusiasta e pronto a dare spettacolo: “quando ho visto il percorso ho sorriso”

Fabio Aru è pronto a regalare emozioni ai suoi tifosi. Il ciclista dell’Astana vuole vincere la maglia gialla fi questa edizione del Tour de France

LaPresse/Reuters

Oggi inizia l’ultima settimana e la carovana in giallo si appresta ad affrontare le Alpi. Le salite sul Croix de Fer, sul Telegraphe, sul Galibier, sul Col de Vars e sull’Izoard saranno gli arbitri di questa edizione della Grande Boucle. Chris Froome è in maglia gialla con pochi secondi di vantaggio su Fabio Aru, Romain Bardet e Rigoberto Uran. Questi corridori si giocheranno la vittoria finale e saranno i protagonisti sia sul Galibier che sull’Izoard. Un Tour de France pieno di emozioni grazie agli attacchi e contrattacchi dei big sui Pirenei e sul Massiccio Centrale, ma quest’ultima parte sarà davvero ricca di qualità. Fabio Aru è pronto a dare spettacolo e ha confessato: “quando ho visto che nel percorso del Tour c’erano queste salite… ho sorriso. A questa zona sono legato. Mi alleno spesso al Sestriere, che non è lontano. Le ho fatte tante volte, l’Izoard più spesso dalla parte di Briancon. Ci ho preparato gli altri grandi giri che ho fatto – ha dichiarato il ciclista dell’Astana come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Sono salite belle, dure. Ispirano. E ovviamente mi ricordo l’impresa di Pantani sul Galibier. Lo sanno tutti come Marco andò a vincere quel Tour nel 1998. Non vedo l’ora di trovarmi lassù per vedere come starò e che cosa potrò fare”.

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Fabio Aru ha parlato della situazione attuale dei suoi avversari: in questo momento siamo tutti talmente troppo vicini. I primi quattro in meno di 30”. Nessuno può essere sicuro di niente – ha proseguito -. Rispetto agli altri grandi giri che ho fatto, il livello è tanto alto ma soprattutto mai mi erano capitati distacchi tanto esigui a questo punto. E’ una situazione nuova”.

L’Astana tra le quattro squadre dei big è quella messa peggio. Il team kazako ha perso validi uomini come Cataldo e Fuglsang e Lutsenko non è al meglio. La perdita del danese e dell’italiano ha scombussolato i piani di Fabio Aru che ha svelato: tutti sanno che abbiamo passato mesi tremendi – ha proseguito -. E qui abbiamo perso Cataldo e Fuglsang, Lutsenko è ferito ma va avanti. Siamo sette e in sette daremo il massimo”.

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Dopo le salite in montagna i corridori affronteranno la decisiva cronometro di Marsiglia. Il favorito della frazione è Froome perché tra i 4 in classifica generale è quello più veloce. Per evitare un confronto diretto col britannico proprio nella ‘sua’ tappa, Aru, Bardet e Uran dovranno attaccare in salita e guadagnare il maggior numero di secondi. Il ciclista dell’Astana su questo argomento è stato chiaro: “si dice che alla fine le differenze a crono siano più ridotte ma non sempre è così. I 14 chilometri di Dusseldorf sono un punto di riferimento relativo – ha concluso -. Alla cronometro comincerò a pensare soltanto dopo le Alpi. Posso dire che a parte Froome noi altri siamo più o meno sullo stesso piano”.