Confederations Cup 2017 – Cile, non bastano cuore e garra: un gol di Stindl regala la coppa alla Germania!

SportFair

Un gol di Stindl regala la Confederations Cup 2017 alla Germania: i tedeschi piegano in finale un grintoso Cile

I campioni del mondo portano a casa anche la Confederations Cup. Va alla Germania l’edizione del 2017 del torneo che precede i Mondiali. Per il Cile il rammarico di non aver concretizzato e il limite di aver reagito solo con il cuore e non con la lucidità che serviva. Vincono ancora i “panzer”, non quelli che tre anni fa trionfarono in Brasile, quelli di oggi, magari non ancora stelle affermate, ma già sulla strada giusta, quella dei vincenti. Un cammino che la Roja conosce bene come dimostrano le ultime due Coppe America vinte, ma se il “Nino Maravilla”, al secolo Alexis Sanchez, è ingabbiato, allora per il Cile è tutto più complicato.

Finisce 1-0, decide il gol di Stindl, ma in realtà è l’errore di Marcelo Diaz a risultare determinante. Dopo la cerimonia di chiusura del torneo, con Maradona e Ronaldo (il Fenomeno) tra gli invitati e lo stadio di San Pietroburgo pieno, si comincia con il 4-3-1-2 dei sudamericani e il 3-4-2-1 dei campioni del mondo. La “garra” e la tecnica cilena nei primi 20 minuti mettono in crisi la squadra di Low, salvata da Ter Stegen e da qualche buon intervento di Rudiger. Gli inserimenti di Aranguiz e Vidal, le giocate di Sanchez e Vargas diventano un problema per i “panzer” e la sensazione è che la “Roja” da un momento all’altro possa fare centro.

Il primo a provarci è Vidal, poi tocca anche a Vargas, ma Ter Stegen è attento ed è anche fortunato perchè al 20°, dopo la respinta in tuffo sull’ennesima conclusione dell’ex Juve, viene graziato da Sanchez e Aranguiz che si ostacolano e falliscono il tap-in. Svanita una grande occasione, ma ancor più clamoroso è lo svarione di Marcelo Diaz che, meno di un minuto dopo, perde incredibilmente palla sulla pressione di Werner e Stindl che la conquistano e la mettono dentro (segna Stindl), punendo l’incolpevole Bravo. Germania in vantaggio e sembra quasi impossibile dopo i 20 minuti di solo Cile.

Una mazzata per i campioni del Sudamerica che perdono verve, geometrie e spunti, il “Nino Maravilla” sparisce, la “Roja” sembra stanca e tornano in mente le dichiarazioni della vigilia di Vidal che sottolineava le capacità di corsa dei tedeschi che prendono fiducia e che hanno tecnica e velocità. Doti che non mancano soprattutto a Draxler, Goretzka, Werner e Stindl, gente che si cercano e si trovano creando anche le condizioni per il 2-0 che, al 45°, Goretzka sfiora (bene Bravo).

Cile ottimo fino al 20°, poi l’errore di Marcelo Diaz ha avuto un effetto devastante: ha spento la luce dei talenti e tolto certezze a una difesa che ha continuato a ballare. Ritmi molto più lenti nella ripresa e il Cile ammirato nei primi 20 minuti non si vede più, mentre la Germania non ha fretta di cercare il raddoppio nè voglia di sbilanciarsi. Al 10° l’intervento di Jara è provvidenziale per deviare la conclusione di Draxler, mentre al 20°, nonostante la Var, lo stesso Jara viene graziato dall’arbitro Mazic che sanziona con il giallo la gomitata da rosso du Werner. Più che gambe e testa è l’orgoglio a tenere in partita i cileni e intorno al 30° Vargas e Vidal impegnano Ter Stegen che, al 35°, deve deviare in angolo la conclusione di Aranguiz. Pizzi inserisce forze fresche; Puch e Sagal, il primo tiene in vita una palla che sembrava persa e la offre al secondo che, da pochi metri, spara alto fallendo un’occasione d’oro. Al 95° l’ultima chance: punizione di Sanchez, Ter Stegen respinge in tuffo. Finisce 1-0 e come sempre (o quasi) vince la Germania. (ITALPRESS)

Condividi