Buffon-D’amico, dopo lo scatto (hot) arrivano denuncia e spiegazione! L’avvocato svela: “Gigi ed Ilaria stavano solo…” [FOTO]

  • LaPresse/Gian Mattia D'Alberto
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  • Gian Mattia D'Alberto / LaPresse -
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  • LaPresse/Spada
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  • Gian Mattia D'Alberto/ La Presse
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  • Federico Ferramola/ LaPresse
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  • Ilaria D'Amico, compagna di Gigi Buffon
    Ilaria D'Amico, compagna di Gigi Buffon
  • Ilaria D'amico
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Gigi Buffon ed Ilaria D’Amico beccati in uno scatto a cui si potrebbe dare una connotazione passionale, si giustificano così e denunciano l’accaduto

Buffon-D’amico, dopo lo scatto (hot) arrivano denuncia e spiegazione – La pubblicazione dello scatto presumibilmente hot che ha beccato insieme all’Isola del Giglio Ilaria D’Amico e Gigi Buffon ha fatto il giro del web facendo ipotizzarne di ogni sulla vera versione di cosa i due stavano combinando. La giornalista a ginocchioni a livello del bacino del portiere aveva lasciato spazio a diverse versioni della vicenda che erano perlopiù orientate verso un panorama erotico.

Buffon-D’amico, dopo lo scatto (hot) arrivano denuncia e spiegazione – A sbugiardare ciò però arriva la lettera di diffida dell’avvocato Daniela Missaglia, curatore degli interessi legali di Ilaria D’Amico e Gigi Buffon. Il legale scrive: Ilaria D’Amico e Gianluigi Buffon mi hanno conferito mandato per denunziare il grave danno d’immagine patito in conseguenza della pubblicazione (…) di fotografie e commenti gravemente pregiudizievoli per i miei assistiti. (…) Espongono i miei assistiti, in particolare Ilaria D’Amico, ad allusioni degradanti circa le asserite (e non veritiere) intenzioni espresse nel fermo-immagine. In realtà la signora Ilaria D’Amico si è limitata, mentre rideva, ad appoggiare la fronte sulle gambe del compagno, ma le modalità volutamente ambigue con cui è stata selezionata l’immagine (rafforzata da eloquenti titoli denigranti) evocano nel lettore la connotazione pruriginosa e passionale del gesto. La pubblicazione delle suddette foto, con la combinazione di commenti artatamente suggestivi, integra pacificamente il reato di diffamazione punito all’art. 595 c.p., con l’aggravante di cui al comma III della medesima disposizione, per essere la condotta perpetrata con il mezzo della stampa, – conclude l’avvocato – ovvero altro mezzo di pubblicità”.