Giorgia Sottana non trattiene la rabbia e il dolore per la sconfitta di oggi contro la Lettonia agli EuroBasket Women 2017, che ha fatto svanire il sogno Mondiale

Una sconfitta pesante, di quelle che fanno veramente male e che sarà difficile da dimenticare. L’Italia della pallacanestro femminile è stata sconfitta oggi nella penultima sfida degli EuroBasket Women 2017, dalla Lettonia. Una sfida importantissima, che valeva il pass per i Mondiali del prossimo anno in Spagna.

Una partita rubata a otto secondi dalla fine da un palese errore arbitrale: viene reputato antisportivo infatti un fallo di Cecilia Zandalasini. Una decisione che costa cara: grazie ai due tiri dalla lunetta infatti la Lettonia si porta in vantaggio di 1 punto e le azzurre nulla possono sul finale per aggiudicarsi il match, finito col punteggio di 68-67.

Una sconfitta che fa male, che lascia il segno. Lacrime e dolore per tutte le atlete azzurre che nonostante qualche errore di troppo hanno messo il cuore e l’anima in tutte le partite e che tanto sognavano di riportate l’Italia ai Mondiali dopo 23 anni di assenza.

Difficile mettere da parte il dolore e il rancore per le atlete azzurre che hanno manifestato il loro disappunto in differenti maniere. Giorgia Sottana, che in molte occasioni ha trascinato le sue compagne in bellissime rimonte e vittorie, ha deciso di scrivere una “lettera” all’arbitro che ha infranto tutti i sogni azzurri.

Un messaggio da brividi, pubblicato su Instagram dall’atleta italiana. Impossibile trattenere le lacrime.

Ecco la lettera di Giorgia Sottana:

Caro arbitro,
si, tu che hai fatto quell’ultima chiamata. Voglio dirti come mi sento e spero che tu leggerai tutto questo in qualche modo. Mi sento come qualcuno al quale è stato rubato il cuore. Mi sento vuota. Sento come se tutto il lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni è stato preso da te. Sono sicuro che le ragazze della Lituania hanno lavorato sodo come abbiamo fatto noi, quindi perchè? Non capisco perchè non ci hai permesso di giocare l’ultimo possesso. Chiama il fallo. E facci giocare. Posso accettare la sconfitta, ma non posso accettare quando qualcun altro decide quando dobbiamo perdere. Non posso accettare che la nostra passione, l’amore per questo gioco e tutti i sacrifici che facciamo, sono volati via per una chiamata. Vorrei che fossi qui accanto a me adesso, per sentire il mio dolore. Vorrei che andassi da Ceci (probabilmente la giocatrice migliore in Europa al momento) per dirle che non è colpa sua se abbiamo perso. Vorrei che potessi sentire il rumore delle nostre lacrime. Probabilmente avremmo perso ugualmente, o forse no, chi lo sa. Ma dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto, la tua chiamata è la cicatrice sanguinante dentro la nostra anima. Ci avresti dovuto far giocare. Avresti dovuto far decidere la pallacanestro per noi. Spero di non incontrarti sulla mia strada mai più. Il dolore passa ad un certo punto, ma la memoria rimane. Ci meritavamo di meglio.